Sediva: “Da Consiglio di Stato, nuova picconata sul concorso straordinario”

Sediva: “Da Consiglio di Stato, nuova picconata sul concorso straordinario”

Roma, 22 dicembre – Con la sentenza n. 5667 del 14 dicembre scorso il Consiglio di Stato – decidendo sull’appello proposto contro una sentenza del Tar Sardegna (la n. 1457/2009, con la quale era stato respinto un

ricorso per l’annullamento, previa sospensiva, della graduatoria del concorso pubblico per titoli ed esami per la predisposizione di una graduatoria regionale di farmacisti idonei da utilizzare per il conferimento di sedi farmaceutiche vacanti o di nuova istituzione della Regione Sardegna) ha sancito che la maggiorazione del 40% spettante nei concorsi per sedi farmaceutiche ai farmacisti rurali, e in quelli straordinari anche ai farmacisti esercenti in parafarmacia, non è soggetta ad alcun tetto. Nemmeno quello, quindi, dei 32,5 punti complessivi (6,5 per commissario) e il limite, da tutti ritenuto invalicabile nella valutazione dei titoli relativi all’esercizio professionale, dei 35 punti.

Lo segnala in una nota pubblicata oggi su Sediva News l’avvocato Gustavo Bacigalupo, sottolineando che per il Consiglio di Stato, la disposizione di cui all’art. 9 della legge n. 221/68 – secondo cui “Ai farmacisti che abbiano esercitato in farmacie rurali per almeno 5 anni come titolari o come direttori o come collaboratori verrà riconosciuta una maggiorazione del 40 per cento sul punteggio in base ai titoli relativi all’esercizio professionale, fino ad un massimo di punti 6,50″ – va assunta, trattandosi di “una lex specialis”, come norma attributiva di un’agevolazione riconosciuta ai beneficiari indipendentemente ( quindi anche oltre) il punteggio massimo complessivo di sette punti per ciascun commissario previsto dalla “normativa generale – L. n. 362/1991 e D.P.C.M. n.298/1994”.

“Dinanzi a una conclusione così lapidaria, come lapidaria è l’intera decisione che in poche righe dice quel che abbiamo visto o poco più” scrive Bagicalupo “non sarebbe di alcuna utilità confutare la tesi rivisitando anche il percorso normativo e giurisprudenziale riguardante la storica maggiorazione del 40%, perché una decisione del genere – discutibile finché vogliamo, ed è francamente discutibilissima… è l’ennesima picconata inferta anche e soprattutto ai concorsi straordinari, che rischiano quindi nella gran parte di essere rimessi in gioco quasi dalle fondamenta.”

A giudizio di Bacigalupo, dopo la pronuncia del CdS “le impugnative delle graduatorie, ove ancora proponibili, fatalmente si sprecheranno, dato che la prospettiva dei partecipanti in forma individuale o per la gestione associata – se titolari o soci di società titolari di farmacie rurali sussidiate, oppure soltanto “parafarmacisti” – di scavalcare il limite dei 50 punti non può evidentemente (e comprensibilmente) che ingolosirli.”

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