Cantone: “Infiltrazioni malavitose in farmacia non meravigliano, l’antidoto sono i controlli”

Cantone: “Infiltrazioni malavitose in farmacia non meravigliano, l’antidoto sono i controlli”

Roma 4 marzo – La sanità, settore a fortissima circolazione di investimenti pubblici, è da sempre oggetto di interesse da parte del malaffare e di gruppi affaristici, soprattutto al Sud. Non può dunque meravigliare che anche le farmacie finiscano nel mirino delle organizzazioni criminali e diventino terreno di infiltrazioni di capitali di provenienza malavitosa.

É quanto ha affermato ieri, durante l’audizione (in questa pagina il resoconto di sintesi) resa davanti alla Commissione Igiene e sanità del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Ssn, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone (nella foto). Che, sul tema, ha anche voluto precisare che – prima e più ancora che a eventuali liberalizzazioni – il fenomeno è legato alla questione decisiva dei controlli.

Facendo riferimento alle sue pregresse esperienze di giudice, Cantone ha infatti osservato che, soprattutto al Sud, si sono sempre verificati episodi di penetrazione di capitali malavitosi in farmacia, “soprattutto nei periodi d’oro delle farmacie. La riflessione, dunque, va fatta su questo punto. Che non riguarda le liberalizzazioni ma, appunto, i controlli.” Un modo per dire – rendendo esplicito il sottotesto delle affermazioni di Cantone – che l’attività di vigilanza e controllo dovrebbe essere fatta sempre e in modo molto rigoroso e invece spesso così non è.

Cantone, in ogni caso, ha messo in guardia sui rischi di una liberalizzazione senza regole, esprimendo anche critiche sui margini di discrezionalità introdotti di recente nel Codice degli appalti. Ma, per contro, ha anche evidenziato i rischi derivanti da un’eccessiva rigidità normativa, “che non mette al riparo” ha precisato il presidente dell’Anac “dalla diffusione di fenomeni di corruzione.”

Dichiarazioni subito condivise dal vicepresidente della Fofi Luigi D’Ambrosio Lettieri, senatore di CoR, che in una nota sottoscrive “le preoccupazioni espresse da Cantone sulla necessità di intensificare le attività di controllo con particolare riferimento a un versante che oggi più che mai sembra rappresentare una nuova frontiera del business del malaffare, come l’ingresso di capitali sporchi nelle società di farmacie.”

Secondo il senatore conservatore-riformista, il rischio che bisogna evitare “è che i processi di liberalizzazione tout court rendano il sistema una rete a maglie larghe. In questo senso ho particolarmente apprezzato le dichiarazioni del presidente dell’Anac, che non solo sottopone il piano anticorruzione alla proficua alleanza con l’Aifa, ma anche a una costante revisione dei contenuti per evitare che i precetti della legge Severino vengano interpretati come semplici adempimenti burocratici, ma rientrino in sistemi di autodisciplina, di buone prassi e di piena consapevolezza delle conseguenze delle proprie scelte.”

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