Parafarmacie, lesivo escluderle dal CUP: pubblicato ieri il parere dell’Antitrust

Parafarmacie, lesivo escluderle dal CUP: pubblicato ieri il parere dell’Antitrust

Roma, 12 aprile – Consentire alle farmacie e non ammettere le parafarmacie a servizi CUP, prenotazione di esami e visite e ritiro dei referti  – attività che, che  ampliando la gamma dell’offerta dell’esercizio, si traducono anche in un vantaggio concorrenziale –  è lesivo delle norme e dei principi a tutela della concorrenza.

Questo il parere reso dall’Antitrust lo scorso 2 marzo, dopo le segnalazioni effettuate dalla Federazione nazionale parafarmacie italiane relative alle restrizioni registrate in alcune aziende sanitarie locali a Pordenone, Avellino e Sassari, dove appunto le parafarmacie che avevano chiesto di poter erogare i servizi in questione (anche gratuitamente), si erano viste respingere la richiesta, con la motivazione che la possibilità di erogarli è  prerogativa riconosciuta alle farmacie.

La notizia, anticipata qualche settimana fa (cfr. RIFday del 19 marzo), torna d’attualità dopo la pubblicazione del parere reso al riguardo dall’Antitrust e firmato dal presidente Giovanni Pitruzzella (nella foto)  sul Bollettino settimanale Agcm pubblicato ieri (pag. 34 e segg.)

Nel parere, l’Autorità ribadisce che l’esclusione delle parafarmacie dal CUP e dall’esercizio delle attività  di prenotazione di servizi e prestazioni e ritiro dei referti rappresenta  “un comportamento idoneo a determinare per queste ultime un ingiustificato svantaggio concorrenziale rispetto alle farmacie. Tale esclusione è idonea ad avere ricadute negative anche sui consumatori i quali vengono privati di un potenziale ulteriore canale di accesso ai suddetti servizi”.

L’Antitrust osserva, peraltro, che altre Asl (al contrario di quelle segnalate da Fnpi)  “hanno stipulato convenzioni con le  parafarmacie, oltre che con le farmacie, per l’erogazione del servizio CUP e per l’erogazione del  servizio di ritiro del referto”.

Da qui l’auspicio che le valutazioni espresse siano prese in considerazione per “orientare in senso pro-concorrenziale i rapporti tra Asl e parafarmacie nelle Regioni in indirizzo (Friuli Venezia Giulia, Campania e Sardegna, NdR) e in generale, nell’ambito dell’intero territorio nazionale.

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