Governance farmaceutica, la proposta delle Regioni approvata in Conferenza

Governance farmaceutica, la proposta delle Regioni approvata in Conferenza

 

Roma, 6 maggio – Le Regioni hanno approvato ieri la proposta di documento sulla nuova governance della farmaceutica, i cui contenuti sono stati anticipati ieri mattina da Sanità24  e dal nostro giornale.

 “Ci stiamo attrezzando per riprendere il confronto con il Governo sulla farmaceutica. Era stato istituito alcuni mesi fa un tavolo per la definizione del payback: abbiamo ritenuto di richiedere questo confronto al Governo per concludere il contenzioso e per puntare alla governance per il futuro. Ci poniamo un problema di contenimento della spesa farmaceutica che sta crescendo molto e di introdurre anche in questo settore i criteri della concorrenza” ha spiegato il coordinatore della commissione salute della Conferenza delle Regioni e assessore in Piemonte, Antonio Saitta (nella foto),

Al termine della Conferenza di ieri, Saitta, come documenta una nota di Regioni.it, ha riproposto l’intera architettura della “governance” di settore alla quale pensano i governatori.

La pietra d’angolo della proposta è la considerazione che l’incremento della spesa farmaceutica rende il sistema difficilmente in grado di essere compatibile con le risorse attualmente disponibili. Da qui la necessità, da parte delle Regioni, di esaminare i principali aumenti della spesa farmaceutica, che sono dovuti: agli elevati prezzi dei farmaci soprattutto nell’area oncologica e dei farmaci impiegati nelle malattie rare; gli schemi terapeutici che associano più farmaci ad alto costo con conseguente raddoppio della spesa; l’invecchiamento della popolazione; la cronicizzazione dei pazienti in trattamento e fenomeni di non appropriatezza prescrittiva generati dal pressante marketing dell’industria farmaceutica.

Nel documento approvato dalla Conferenza delle Regioni sulle proposte da portare al tavolo per la Riforma della governance farmaceutica – i presidenti chiedono una serie di interventi, già anticipati ieri dal nostro giornale: misure per aprire il mercato del farmaco alla concorrenza, ridefinizione dei tetti di spesa (mantenendoli però distinti),  introduzione della procedura di prezzo-volume, sostituibilità automatica dei farmaci biosimilari con gli originator,  revisione delle cosiddette “liste di trasparenza” per limitare il gap di prezzo tra prodotto brand a carico del cittadino e il prezzo di riferimento del farmaco equivalente, rivisitazione dei registri Aifa per ridefinire il “risultato terapeutico” e la “fruibilità” da parte delle regioni dei dati clinici contenuti nei registri stessi. E per finire individuazione di criteri di innovatività per attribuire il requisito su basi oggettive e non discrezionali, in modo i prezzi vengano fissati in modo coerente e conseguente su basi più solide e corrette, e ancora revisione della delibera Cipe 3/2001 sull’individuazione dei criteri per la contrattazione del prezzo dei farmaci, l’apertura di un tavolo per fissare  nuove modalità di valutazione del costo del farmaco e la revisione della normativa relativa ai farmaci classificati come Cnn (ovvero i farmaci in classe C non negoziati).

Tanta roba, come scrivevamo ieri, che ora andrà discussa al tavolo con il Governo: la partita, anche se le Regioni non fanno mistero di puntare molto sulla loro proposta e sull’intenzione di “portarla a casa” il prima possibile, è appena cominciata.

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