Ddl Concorrenza, l’esame delle misure sulle farmacie slittano a dopo i ballottaggi

Ddl Concorrenza, l’esame delle misure sulle farmacie slittano a dopo i ballottaggi

Roma, 9 giugno – Gli effetti dei chiarimenti e degli accordi intervenuti nel vertice di maggioranza di martedì scorso (cfr. RIFday Mattinale di ieri) si sono subito fatti sentire nelle due sedute (in luogo delle tre in calendario: quella serale è stata sconvocata)  che la Commissione Industria del Senato ha dedicato ieri all’esame del ddl Concorrenza.

Sono infatti “passati” senza problemi alcuni emendamenti che nelle settimane scorse, per la presenza di divergenze all’interno della stessa maggioranza, erano stati “congelati” in attesa di tempi migliori. Che, evidentemente sono arrivati: tra le misure sbloccate c’è quella  (fortemente e tenacemente sostenuta dall’Andi, l’associazione dei dentisti italiani) che obbliga le società di capitale operanti nel settore odontoiatrico a nominare un direttore sanitario iscritto all’Albo degli odontoiatri.

Ancora nessuna novità, invece, sulla sorte degli emendamenti all’articolo 48 del disegno di legge (che contiene le misure di diretto interesse per la farmacia), tra i quali spicca quello a firma dei relatori Luigi Marino e Salvatore Tomaselli che introduce il “paletto” all’ingresso delle società di capitale nella proprietà delle farmacie, fissando nella percentuale del 20% del numero totale di farmacie presenti in una Regione la quantità massima di esercizi che ciascuna società può possedere.

L’articolo – che pure si pensava di poter “sdoganare” ieri – subisce infatti un altro rinvio, in ragione dell’ulteriore pausa nei lavori di Palazzo Madama, per  i ballottaggi delle amministrative che si terranno il 19 giugno prossimo. Il break nei lavori, in ogni caso, non dovrebbe pregiudicare il programma stabilito e già più volte ribadito dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda (nella foto): il ddl Concorrenza va licenziato dal Senato entro la fine di giugno, per essere quindi trasmesso “blindato” a Montecitorio, per l’ approvazione definitiva.

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