Sanità 2017, Renzi: “Aumenti, non tagli”.  Attesa per la nuova governance sui farmaci

Sanità 2017, Renzi: “Aumenti, non tagli”. Attesa per la nuova governance sui farmaci

Roma, 18 ottobre – In sintonia con i suoi esuberanti stilemi comunicativi, il presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi (nella foto) non ha perso occasione per ribadire ieri nella fluviale e-news che è solito inviare periodicamente a svariati milioni di italiani la messa a unto della manovra di bilancio per il prossimo anno.

“Abbiamo fatto la  legge di stabilità” è la perentoria affermazione d’esordio del premier, preceduta dall’immagine di una, e una soltanto, delle slide proiettate dal premier nel corso della sua conferenza stampa di sabato scorso.

Quella scelta tra le tante  – e non è ovviamente un caso – è la slide relativa alla sanità, un paio di cifre e una dozzina di parole in tutto. Le cifre sono “113 miliardi” e “2 miliardi in più del 2015”, le parole indicano alcuni dei capitoli cui saranno destinati: epatite C, medicine oncologiche, vaccini e (ancor più in evidenza) “Stabilizzazione Medici e Infermieri”.

“Mi sembra una buona notizia l’aumento di due miliardi dei fondi per la sanità” scrive il presidente del Consiglio.“Scritta così sembra una cosa burocratica. Ma vuol dire più soldi per i farmaci oncologici innovativi, cioè più anni di vita per i malati di alcuni tumori. Più soldi per epatite C o per i vaccini. E anche più medici e infermieri giovani. Ma grazie al lavoro di Consip stiamo abbattendo le spese, riducendole ai costi standard e dunque aumentano gli spazi per i servizi.”

Il compiacimento del premier, alla luce dei timori della vigilia e delle voci che assegnavano al Fsn 2017 non più di 112 miliardi, è certamente comprensibile e giustificato, anche se non va dimenticato che sulla manovra pende sempre l’esame e il giudizio della Commissione europea.

Ed è anche il caso di ricordare – come ha fatto Roberto Turno su Il Sole 24 Ore di domenica scorsa – che per il Fondo sanitario vero e proprio del prossimo anno, comprensivo degli 800 milioni in più che occorrono per i nuovi Lea,  la disponibilità reale è in effetti proprio di 112 miliardi.

Il miliardo in più, infatti – come peraltro conferma lo stesso Renzi nella sua E-news – è vincolato a farmaci oncologici innovativi (500 milioni), farmaci anti epatite C (250 milioni, altrettanti arriveranno dalle risorse degli “obiettivi di piano” delle Regioni), piano vaccini (150 milioni) e, infine, assunzioni e regolarizzazioni di circa ottomila precari tra medici e infermieri, che assorbono quel che resta.

Nei 112 miliardi che restano dovrà trovare capienza tutto il resto, nuovi Lea compresi, e basterà ricordare che soltanto questi comporteranno almeno 800 milioni di oneri aggiuntivi per comprendere come far bastare le risorse del Fsn non sarà davvero una passeggiata di salute.

Un rilevante impatto positivo, sotto il profilo dei risparmi e quindi della quadratura dei conti, è quello che si attende dalla nuova governance farmaceutica, che viaggia sotto traccia ma (secondo quanto anticipa Il Sole  24 Ore) dovrebbe ormai essere prossima al traguardo. Le nuove regole, attesissime dalle Regioni (al riguardo hanno da tempo avanzato una loro proposta) e dalla stessa industria, che però, pur non vedendo l’ora di lasciarsi alle spalle il pay back, ha già espresso un giudizio estremamente negativo sulla proposta regionale, dovrebbero infatti “raffreddare” sensibilmente la spesa farmaceutica ospedaliera, ormai del tutto fuori controllo, tanto da far temere per i 2017 uno sfondamento di 2,5 miliardi di euro.

La questione è ben presente anche alla titolare della Salute, Beatrice Lorenzin, che si dice convinta che  “le misure sulla governance farmaceutica ci permetteranno di affrontare con più serenità il problema della sostenibilità, ma anche di eliminare molte storture attuali”.

Ma trovare un accordo, su quelle misure, se si parte dalla proposta di nuova governance approvata dalla Conferenza delle Regioni, sarà tutt’altro che pacifico.

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