Sibioc: “Esami clinici, crescono del 20% all’anno, troppa medicina difensiva”

Sibioc: “Esami clinici, crescono del 20% all’anno, troppa medicina difensiva”

Roma, 31 gennaio – Il “combinato disposto” tra gli effetti della deospedalizzazione dei pazienti cronici, sempre più curati a casa, e quelli della cosiddetta “medicina difensiva” non può che produrre, tra gli altri, l’esito di aumentare il numero di esami clinici richiesti ai laboratori del servizio sanitario nazionale. Che, in alcuni settori della medicina, come le malattie cardiovascolari, nel diabete e nell’insufficienza renale, hanno registrato un incremento su base annua anche del 20%, e questo senza che gli esami prescritti tengano sempre conto – come invece dovrebbero – dei criteri di appropriatezza.

A rilevarlo, nel corso di un incontro con i giornalisti organizzato ieri a Roma, è stato Marcello Ciaccio, presidente Nazionale della Sibioc. la Società italiana di Biochimica clinica e Biologia molecolare clinica), in un incontro con i
giornalisti organizzato oggi a Roma, affermando la necessità di “interrompere quanto prima questo boom di prescrizioni non sempre indispensabili, per evitare sprechi all’intera collettività e migliorare l’assistenza sanitaria nel nostro Paese”.

“Gli esami di laboratorio influenzano  il 70% delle diagnosi mediche e quindi dei successivi trattamenti” ha detto ancora Ciaccio. “Per questo è necessario riorganizzare le rete di queste strutture in Italia in modo che solo in pochi laboratori ci siano le strumentazioni e siano svolte le attività di secondo e terzo livello, specialistiche e ultra specialistiche. Per
esempio, le indagini sofisticate come quelle di genetica molecolare non dovrebbero essere eseguite in tutti gli ospedali”.
Il presidente Sibioc ha sottolineato anche a questo riguardo il divario tra Nord e Sud del Paese: “Come spesso accade, le Regioni meridionali sono più penalizzate rispetto a quelle del settentrione, anche se nel Mezzogiorno esistono numerose eccellenze“, ha detto Ciaccio, affermando che incrementare le strutture accreditate secondo la normativa del Ministero della salute significa evitare sprechi e inappropriatezze, che possono portare risultati falsamente positivi che scatenano a loro volta altre indagini, visite e terapie inutili.

Ma oltre all’invito a omologare in alto gli standard delle strutture, Ciaccio insiste sulla medicina difensiva. “È troppa e va combattuta” afferma il presidente di Sibioc. “Il disegno di legge sul rischio professionale, recentemente approvato dal Senato, potrà ridurre il ricorso ad analisi svolte solo per evitare controversie legali. Siamo pronti a dare il nostro contributo e a collaborare con tutte le istituzioni”.

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