Cossolo: “Federfarma, su Milleproroghe solo errori e richieste della base ignorate”

Cossolo: “Federfarma, su Milleproroghe solo errori e richieste della base ignorate”

Roma, 1 febbraio – L’ecatombe degli emendamenti al Milleproroghe, caduti in massa durante il vaglio di ammissibilità della commissione Affari costituzionali del Senato, ha provocato vittime eccellenti anche su alcune proposte di modifica di diretto interesse della farmacia, in particolare quelle volte ad adeguare i limiti di fatturato che danno diritto alla riduzione degli sconti a favore del Ssn per le farmacie rurali sussidiate e per quelle a basso fatturato.

Un esito estremamente deludente, per quanto ampiamente prevedibile, sul quale punta l’indice Marco Cossolo (nella foto), presidente di Federfarma Torino ed esponente di punta dello schieramento che, in occasione delle prossime elezioni, si accinge a competere con i vertici uscenti per la guida del sindacato nazionale.

Il j’accuse di Cossolo è rivolto al mancato accoglimento, da parte del Consiglio di presidenza di Federfarma, della richiesta avanzata nello scorso mese di novembre dal sindacato dei titolari di Torino, che aveva chiesto un’assemblea straordinaria al fine di sostenere la giusta causa delle farmacie rurali e a basso reddito, esercitando le necessarie pressioni, con l’assunzione di iniziative adeguate, nei confronti della controparte istituzionale.

Una richiesta che, tra molte polemiche, cadde però nel vuoto. “All’Assemblea non è stata data la possibilità di discuterne, né è dato di sapere quali siano gli intendimenti futuri al riguardo” osserva Cossolo in una nota diramata ieri.

Il presidente dei titolari torinesi sottolinea, per contro, il superamento del vaglio di ammissibilità dell’emendamento M5S che propone di ridurre da un anno a sei mesi il termine per pervenire alla riforma della remunerazione delle farmacie. E, ovviamente,  osserva che (se accolto) quell’emendamento di fatto significherebbe che per far fronte a una questione fondamentale  resterebbero solo cinque mesi, “acuendo potenzialmente un problema di fondo: l’Assemblea non sa se Federfarma ha una proposta al riguardo, né i contenuti di tale eventuale proposta”.
“Che siano cinque, o che siano undici i mesi che ci separano dalla scadenza, è urgente che la dirigenza nazionale informi le Associazioni e le farmacie dello stato dei lavori, che convochi le Commissioni preposte, che avvii un confronto sul modello su cui costruire la farmacia dei prossimi anni”
scrive Cossolo, e ciò al fine di  “presentarsi all’interlocutore istituzionale con un progetto meditato, compiuto e condiviso, su cui eventualmente apportare modifiche di dettaglio nel corso della trattativa“.

“A meno che non si ritenga sufficientemente efficace e statutariamente ineccepibile limitarsi a comunicare agli oltre 17.000 titolari e ai propri collaboratori, che ‘la nuova remunerazione entrerà in vigore dal prossimo …., come previsto dalla vigente normativa…’, con buona pace del coinvolgimento dell’Assemblea e della base” ironizza Cossolo, con evidenti accenni polemici contro le attuali modalità di conduzione dirigistica e poco partecipata del sindacato.
“Federfarma Torino ribadisce la necessità che non emergano personalismi, posizioni preconcette né maldestri tentativi di colpi di maggioranza” conclude la nota di Cossolo “perché su queste partite si giocano il riconoscimento del ruolo della farmacia e il suo futuro”.

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