Racca: “Milleproroghe, su emendamenti Federfarma Torino fa campagna elettorale”

Racca: “Milleproroghe, su emendamenti Federfarma Torino fa campagna elettorale”

Roma, 2  febbraio – Nessuna sorpresa per la bocciatura degli emendamenti al Milleproroghe che tornavano a proporre un ritocco in alto delle soglie minime per le agevolazioni alle farmacie rurali e a quelle con basso fatturato, stante l’estraneità della materia al provvedimento. Tirare fuori la questione (peraltro convenendo sul suo esito scontato) e metterla insieme al via libera per l’esame in Aula dell’emendamento che, se accolto, anticiperebbe di sei mesi (al 30 giugno 2017, anziché al 1° gennaio 2018) il termine per la riforma della remunerazione, aggiungendo poi al “frullato misto” recriminazioni e accuse al sindacato nazionale per la mancata convocazione, nello scorso dicembre, di un’assemblea nazionale espressamente dedicata alla questione rurali, rientra “nella campagna elettorale in corso, niente di più”.

È la secca risposta che Annarosa Racca (nella foto), presidente di Federfarma, ha opposto alla sortita di ieri del presidente dell’associazione dei titolari di farmacia di Torino Marco Cossolo, front man dello schieramento che – alle elezioni della prossima primavera per il rinnovo delle cariche del sindacato nazionale – chiede un radicale cambiamento nella composizione degli organi di vertice e un cambio di passo nelle politiche di rappresentanza delle farmacie.

Nella sua replica, pubblicata dalla newsletter del sindacato filodiretto, Racca ha voluto ridimensionare anche la decisione della Commissione Affari costituzionali di ammettere all’esame dell’Aula l’emendamento Cinque Stelle sui termini delle riforma della remunerazione: “Dubito che la proposta passi la prima lettura” ha detto in sostanza la presidente  di Federfarma “e in ogni caso, ogni volta che finora si è parlato di nuovi modelli di remunerazione, non si sono mai prese decisioni senza l’avallo dell’assemblea. Di certo non scopriremo le nostre carte prima del momento opportuno“. Evidente il riferimento all’accusa lanciata ieri da Cossolo, che aveva parlato di un’Assemblea  “che non sa se Federfarma ha una proposta al riguardo, né i contenuti di tale eventuale proposta”.

Racca è anche tornata sulla questione della mancata convocazione a dicembre di un’assemblea straordinaria (chiesta da varie associazioni provinciali) per affrontare la questione degli emendamenti pro-rurali: “L’avessimo convocata non sarebbe cambiato nulla perché il Governo, dimissionario dopo il referendum del 4 dicembre, aveva cancellato tutti gli emendamenti alla Legge di bilancio presentati in Senato” ha detto la presidente, ricordando che in ogni caso il tema rurali “è stato discusso con la necessaria attenzione nell’assemblea ordinaria del 14, già programmata da tempo, nella quale abbiamo assicurato che Federfarma continuerà a lavorare per recuperare quell’emendamento“.

A conferma dell’impegno sulla materia del sindacato nazionale, Racca ha richiamato l’impegno che ha portato all’inserimento nel ddl Piccoli comuni di emendamenti che “aiutano la sostenibilità delle piccole farmacie”, ribadendo che il sindacato nazionale è al lavoro  “anche sulle soglie di fatturato: la coerenza di materia ci obbliga ad attendere qualche disegno di legge che abbia attinenza, quando si presenterà l’occasione interverremo”.

Inevitabile la conclusione: “Il comunicato di Federfarma Torino rientra nella campagna elettorale in corso, niente di più”.

E se in quel “niente di più” qualcuno dovesse sentir risuonare l’eco di una certa qual sufficienza, probabilmente è solo perché dispone di un orecchio sufficientemente esercitato. La schermaglia rientra infatti, a tutti gli effetti e con piena evidenza, nel novero di uno scontro elettorale che è già cominciato e rispetto al quale gli opposti schieramenti – per quanto emerge dagli immancabili rumors – stanno mettendo a punto le rispettive “campagne” e strategie, sforzandosi di mantenerle coperte fino al momento opportuno, presumibilmente per non concedere vantaggi ai competitori.

Per intanto, dopo i ballon d’essai lanciati in occasione delle ultime assemblee nazionali del sindacato a ottobre e dicembre 2016, entrambe caratterizzate da forti scontri polemici su temi dirimenti (uno su tutti: le modifiche statutarie) con lo scopo non dichiarato ma evidente di cominciare a contare la consistenza dei rispettivi schieramenti, la botta tirata ieri l’altro da Cossolo e la risposta subito opposta da Racca stanno a significare che la tenzone è ormai entrata nel vivo e, da qui in poi, non potrà che crescere d’intensità.

Nelle prossime settimane, se non già nei prossimi giorni, si comprenderà se la competizione elettorale sindacale si incanalerà nell’alveo del confronto o esonderà invece nelle golene dello scontro. Quel che è certo fin da ora è che per la farmacia italiana si profilano una fine di inverno e una primavera particolarmente caldi, ai quali (è opportuno sottolinearlo e sarebbe fondamentale tenerlo sempre a mente) assisteranno molti e interessati spettatori anche al di fuori della categoria.

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