Dd e Dpc, al lavoro anche il tavolo aperto dalla categoria: avviato uno studio sul Pht

Dd e Dpc, al lavoro anche il tavolo aperto dalla categoria: avviato uno studio sul Pht

 

Roma, 7 febbraio – Di canali distributivi, nella giornata di ieri, si è parlato anche nella sede della Federazione degli Ordini, che ha ospitato l’incontro del tavolo di categoria sul tema istituito a seguito di una proposta della Sifo.

A introdurre i lavori il presidente di Fofi Andrea Mandelli, affiancato proprio dal presidente della Sifo Marcello Pani, davanti a una folta rappresentanza di tutte le sigle di categoria, da Federfarma ad Assofarm e Farmacieunite, da Adf a Federfarma Servizi, fino ad altri rappresentanti della stessa Società dei farmacisti ospedalieri (i presidenti di Sifo Lazio e Sifo Lombardia Arturo Cavaliere e Marco Gambera).

Sostanzialmente univoche, per quanto non propriamente coincidenti, le opinioni scaturite durante  il confronto, concordi sulla necessità di rivedere i “pesi” dei canali distributivi e delle modalità di erogazione di medicinali.

La discussione ha prodotto un esito concreto, ovvero la proposta di condurre uno studio sul Pht, con criteri e parametri condivisi dalle diverse parti in gioco, per evitare rilevazioni “orientate” e inevitabilmente di parte, elaborando una proposta di possibile nuovo prontuario.

A condurre il lavoro sarà Giuseppe Turchetti (nella foto), docente di Economia e management alla Scuola Superiore S. Anna di Pisa, che sarà coadiuvato da IMS Health, con il compito di valutare la proposta di nuovo Pht sotto il profilo delle ricadute in termini di impatto economico.

Le sigle di categoria, per la loro parte, collaboreranno allo studio inviando i documenti, le ricerche e gli studi fin qui prodotti sul tema da ciascuna per suo conto, che costituiranno un’utile base per il lavoro di elaborazione di Turchetti.

L’impegno (che è anche un obiettivo) è di completare il lavoro in poche settimane, prima della prossima riunione plenaria del Tavolo MISE programmata per il prossimo 2 marzo: lo studio affidato a Turchetti si propone infatti di fornire un utile contributo, espresso dal vivo della categoria, per mettere a punto le soluzioni più adeguate per “ridisegnare”  gli equilibri della distribuzione dei farmaci  del nostro Servizio sanitario pubblico.

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