Vaccini, pubblicato in GU il nuovo Piano nazionale

Vaccini, pubblicato in GU il nuovo Piano nazionale

Roma, 20 febbraio –  Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di sabato 18 febbraio, il Piano nazionale vaccini 2017-2019 ha finalmente concluso il suo iter. Oltre alle già previste vaccinazioni (contro difterite, tetano, polio, epatite B, Hib, pertosse, pneumococco, morbillo, parotite, rosolia, meningococco C nei nuovi nati, Hpv nelle ragazze undicenni e influenza nei soggetti di età ≥65 anni), il nuovo Piano introduce le vaccinazioni anti-meningococco B, anti-rotavirus e antivaricella nei nuovi nati, estende la vaccinazione contro il papilloma-virus ai maschi undicenni e prevede anche la vaccinazione antimeningococcica tetravalente ACWY135,  il richiamo anti-polio con Ipv negli adolescenti, nonché le vaccinazioni anti-pneumococco e anti-Zoster nei sessantacinquenni.

Soddisfatta la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin (nella foto), che ha voluto ricordare come nel “nuovo Piano collegato ai nuovi Livelli essenziali di assistenza, i vaccini saranno gratis per tutti e senza pagamento del ticket”.

La ministra ha poi evidenziato come la pubblicazione del Piano “rappresenta nei fatti l’affermazione della politica di prevenzione nel nostro Paese. Ora la prossima sfida sarà l’applicazione uniforme in tutte le Regioni italiane su cui vigileremo, anche perché, visto l’andamento delle coperture vaccinali che negli ultimi anni hanno registrato un pericolosissimo calo, è necessaria una grande battaglia culturale e di sanità pubblica per sconfiggere alcuni tabù anti scientifici che ci sono sui vaccini”.

Proprio in quest’ottica, ha concluso Lorenzin, “nel Piano è previsto l’avvio di campagne informative e di sensibilizzazione perché oggi molte persone rinunciano a vaccinazioni importantissime, come quella sul morbillo”.

In concomitanza con la pubblicazione sulla GU del Piano vaccini, le quattro società mediche firmatarie del Calendario per la Vita (Siti, Sip, Fimmg e Fomp) hanno voluto richiamare l’attenzione sugli aspetti organizzativi ”per garantire un’equa e uniforme copertura su tutto il territorio nazionale”.
I medici chiedono un potenziamento sia dei centri vaccinali che del ruolo attivo di tutti i professionisti dell’assistenza territoriale di base, quale i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta. Si rimarca anche l’importanza di mettere tutti gli operatori nelle condizioni migliori per poter ottemperare nel modo più sicuro e professionale all’espletamento di un atto complesso quale l’immunizzazione vaccinale.

Fausto Francia (Siti), Alberto Villani (Sip), Silvestro Scotti  (Fimmg) e Giampietro Chiamenti (Fimp) chiedono che debbano essere adottate soluzioni, anche diversificate, ”che abbiamo come unico obbiettivo il raggiungimento dei livelli di copertura previsti dai Lea nei tempi e nei modi indicati su tutto il territorio nazionale”.

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