Farmacap Roma, il commissario Stefanori  licenzia “per giusta causa” la DG Laing

Farmacap Roma, il commissario Stefanori licenzia “per giusta causa” la DG Laing

Roma, 3 aprile – Ancora tempesta sulla Farmacap, l’azienda speciale che gestisce la farmacie del Comune di Roma: il 31 marzo scorso, il commissario straordinario nominato nello scroso gennaio dalla giunta Raggi, Angelo Stefanori, ha rimosso “per giusta causa” il direttore generale Simona Laing (nella foto), in carica dall’agosto 2015, quando in Campidoglio sedeva ancora Ignazio Marino e ai vertici dell’azienda sociosanitaria capitolina il precedente commissario  Franco Alvaro, che procedette materialmente alla nomina di Laing.

Non si può dire che il licenziamento arrivi del tutto inatteso: Stefanori, fin dal suo insediamento, aveva subito cominciato a muovere un’articolata serie di rilievi alla dirigente, in assoluta continuità con quanto – prima di lui – aveva fatto Alvaro.

Molte le contestazioni, tutte puntualmente ribadite nella lunga delibera (10 pagine) con la quale Stefanori ha deciso di risolvere senza preavviso e con effetto immediato (a far data dal 31 marzo), il rapporto con la Laing, che sarebbe altrimenti scaduto nel 2018. Le motivazioni che hanno portato il commissario straordinario alla risoluzione del rapporto sono di varia natura e spaziano dalle decisioni della DG di impegnare Farmacap in attività di mera intermediazione commerciale (distribuzione all’ingrosso per conto terzi) non previste dalla norme statutarie dell’azienda a gravi errori gestionali come una doppia fatturazione (disposta nei confronti di Roma Capitale e della Regione Lazio) per il servizio Recup, passando per la contestazione della “non assidua”  presenza (non più di tre giorni a settimana) di Laing al suo posto di lavoro:, che – rileva Stefanori – “impedisce il corretto svolgimento delle funzioni dirigenziali attribuitele e non giustifica l’onerosa retribuzione dedotta in contratto, regolarmente percepita pur a fronte delle ridotte mansioni lavorative svolte”. Molti anche gli addebiti sulla gestione del personale e sulle decisioni, ritenute improprie, relative ad alcuni licenziamenti.

Una serie di comportamenti, quelli imputati da Stefanori a Laing, posti in essere intenzionalmente “a disdoro dell’azienda” e tali da non consentire “la prosecuzione nemmeno temporanea del rapporto di lavoro, atteso il grado elevatissimo di colpa, per effetto della mancata considerazione dei gravi danni reputazionali ed economici inferti all’azienda”. Inevitabile, dunque, la decisione “di risolvere per assenza di buona fede nella esecuzione del contratto e comunque per giusta causa, per il venir meno del rapporto fiduciario che impronta il rapporto di lavoro, in maniera tale da non consentire la prosecuzione del rapporto stesso“. Un licenziamento in tronco, dunque, a volerlo definire per quello che è, senza preavviso e con effetto immediato.

Per Laing, però le ragioni all’origine della decisione del licenziamento sono da ricercare altrove: “La verità è che davo noia” dichiara al quotidiano la Repubblica la ormai ex DG, annunciando comunque la decisione di impugnare il licenziamento e di chiedere i danni d’immagine.

Laing rivendica i buoni risultati conseguiti da Farmacap sotto la sua gestione e liquida come
“pettegolezzi da poco” le contestazioni relative alla sua scarsa presenza in azienda.  “Come direttore generale non ho l’obbligo di timbrare il cartellino. E non c’è mai stata una volta in cui mi abbia convocato e non mi abbia trovato in sede”.
A non scendere giù alla manager, però, sono soprattutto le contestazioni di Stefanori alla sua decisione di licenziare i 4 dipendenti sorpresi a rubare farmaci. “C’è un’inchiesta della procura, ci sono le telecamere che riprendono i furti. Bisognava dare un segnale e io l’ho fatto: come fai a non licenziare chi ruba 220 volte in un mese?” spiega Laing al quotidiano romano, avanzando anche un interrogativo. “Stefanori contesta la legittimità del mio provvedimento. Ma i 5 Stelle non erano quelli che se c’è qualcosa di strano bisogna rivolgersi immediatamente alla procura?”.

Il benservito decisamente rude del commissario straordinario a Laing è inevitabilmente diventato un immediato pretesto per una polemica politica contro l’amministrazione capitolina. Ad aprire le ostilità è stato Stefano Fassina di Sinistra per Roma, che – esprimendo sorpresa per il licenziamento e le sue modalità –  ha annunciato che nella giornata di oggi  il suo gruppo presenterà  un’interrogazione alla sindaca Virginia Raggi “per conoscere le ragioni dell’allontanamento di una manager che ha riportato l’importante municipalizzata capitolina in utile e ha scoperchiato preoccupanti situazioni di malaffare”.
Sulla stessa linea i consiglieri capitolini del Pd, che attaccano con Valeria Baglio“L’allontanamento arriva dopo mesi di silenzio dell’Amministrazione Raggi sul futuro dell’azienda capitolina e nonostante i buoni risultati conseguiti. Due milioni in meno di esposizione finanziaria, 1,8 milioni in meno di debito verso i fornitori, due milioni e mezzo in più di fatturato, aumento della marginalità, gare europee per selezionare il grossista farmaci, dopo otto anni che non si facevano. E soprattutto un bilancio 2016 in utile di 530 mila euro, farmacie aperte ad agosto e tre aperte h 24″  elenca la consigliera dem. “Nessuna risposta, invece, all’interrogazione presentata dal gruppo PD sull’azienda, ieri è anche saltata la Commissione Bilancio che doveva occuparsi delle Partecipate e non è stato possibile incontrare l’assessore Colomban. Assistiamo quindi all’ultima novità con molto sconcerto e forte preoccupazione. Si tratta dell’ennesimo valzer di poltrone senza un vero disegno lungimirante“.

Anche Francesco Figliomeni, consigliere capitolino in quota fratelli d’Italia, è intervenuto per censurare la decisione di Stefanori. “In qualità di vice presidente della commissione Politiche Sociali, che per regolamento ha competenza su Farmacap” spiega  Figliomeni ” ho immediatamente richiesto la convocazione urgente della commissione, con la presenza dei vertici aziendali e dell’Assessore Colomban per conoscere la situazione in dettaglio. Alla luce di possibili ricorsi giudiziari sull’intera vicenda si potrebbe configurare un danno erariale verso l’Azienda che, peraltro, era in via di risanamento. E temiamo fondatamente che la condizione registrata in Farmacap possa pregiudicare in futuro l’interesse dell’utenza e dei lavoratori”.

 

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