Emilia Romagna, stanziati 400 mila euro di sussidi per sostenere le farmacie rurali

Emilia Romagna, stanziati 400 mila euro di sussidi per sostenere le farmacie rurali

Roma, 12 aprile – La Commissione Politiche per la Salute e Politiche sociali dell’Emilia Romagna, presieduta da Paolo Zoffoli (nella foto), ha approvato i criteri e le modalità per l’erogazione di contributi a sostegno delle farmacie rurali con un volume d’affari non superiore ai 250mila euro, stanziando 400mila euro, in attuazione all’articolo 21 della legge regionale in materia di organizzazione degli esercizi farmaceutici.

Sono state individuate cinque fasce di fatturato ai fini Iva, cui corrispondano contributi che aumentano al diminuire del volume d’affari: per le farmacie fino a 150  mila euro di fatturato il contributo sarà di 12.500 euro, da 150 fino a 175 mila scenderà a 10 mila euro, da 175 fino a 200 mila euro sarà pari a 7.500 euro, da 200 fino a 225 mila euro di 5.000 euro e da 225.000 fino a 250.000 euro la sovvenzione sarà di 2.500 euro.

Il contributo  “sarà concesso nel rispetto della graduatoria delle farmacie rurali, fino all’esaurimento delle risorse stanziate a bilancio” ha spiegato Alessandro Cardinali (Pd), aggiungendo che le domande “dovranno essere presentate entro il mese di giugno direttamente alle Ausl”.

La sovvenzione, ha ricordato il consigliere dem, “è finalizzata a garantire la capillarità dell’assistenza farmaceutica e agevolare la permanenza delservizio nelle zone disagiate”.

Una valutazione raccolta e confermata dal collega di partito Giuseppe Paruolo: “Con l’approvazione di questo provvedimento facciamo un passo avanti positivo che ci permette di dare attuazione alle indicazioni contenute in legge” ha affermato il consigliere dem, anche in risposta alle critiche arrivate dai consiglieri della Lega Nord, astenutisi dal voto (così come quelli di M5S).

Nei prossimi mesi studieremo l’efficacia delle misure” ha concluso Paruolo “valutando eventualmente anche modifiche migliorative” ha concluso Paruolo.

Soddisfatto – ma con riserva –  il commento di Alfredo Orlandi, presidente di Sunifar Federfarma,  che osserva come, fatto 30, la Regione Emilia Romagna avrebbe ben potuto fare 31, estendendo i sussidi a tutte le  farmacie rurali con soglie di fatturato inferiori  a 387mila euro, il tetto fissato a livello nazionale.

Ma la questione della sostenibilità dell’indispensabile servizio garantito dalle farmacie rurali, per il presidente Sunifar, non passa davvero dai sussidi e dai contributi, che costituiscono una necessaria e importante boccata d’ossigeno ma non  risolvono il problema di assicurare con la necessaria serenità il servizio farmaceutico in località già molto penalizzate e teatro di una vera e propria desertificazione dei servizi pubblici.

Le leve sulle quali agire anche a livello legislativo, per Orlandi, sono altre, e segnatamente il riequilibrio dei canali distributivi, sui quali bisogna intervenire per riportare i farmaci in farmacia, se del caso anche aumentando la distribuzione per conto. “Proprio l’Emilia Romagna” osserva al riguardo il presidente Sunifar “si caratterizza per un ricorso troppo spinto alla distribuzione diretta. Se vuole davvero sostenere le farmacie rurali, potrebbe utilmente riaffidare la distribuzione di molti farmaci in farmacia, anche in Dpc; Ne beneficerebbero, in termini di un più agevole accesso alle cure, anche tutti i cittadini”.

Ma c’è anche un’altra leva su cui agire, secondo Orlandi: quella dei servizi.  “Bisogna mettere in condizione le farmacie di offrire più servizi alla popolazione, soprattutto laddove i servizi latitano. In questo modo, si concorrerebbe ad evitare o almeno limitare il fenomeno della rinuncia alle cure e si realizzerebbero economie importanti per il Ssn, grazie alla riduzione degli accessi dei cittadini a pronto soccorso e ospedali”.

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