Denuncia de La Notizia: “Manovre speculative sulle farmacie in attesa del ddl Concorrenza”

Denuncia de La Notizia: “Manovre speculative sulle farmacie in attesa del ddl Concorrenza”

Roma, 13 aprile – Il quotidiano La Notizia diretto da Gaetano Pedullà ha dedicato ieri un ampio articolo, a firma di Stefano Sansonetti, dedicato alle “grandi manovre” che i colossi della distribuzione farmaceutica mondiale starebbero  approntando in attesa della (ormai prossima?) approvazione della legge sulla concorrenza nel nostro Paese.

Manovre che, come esplicita crudamente il quotidiano romano già nel titolo, sarebbero volte a “papparsi” le farmacie italiane. L’articolo prende le mosse dal contesto normativo che si configurerà con l’entrata in vigore del provvedimento, con la possibilità per le società di capitali di acquisire la proprietà di farmacie entro il tetto del 20% degli esercizi su base regionale. La Notizia non ha remore nel fare nomi e cognomi degli operatori che a suo giudizio starebbero per infilarsi, o sarebbero comunque interessati a farlo, “in quello che in realtà è molto di più di un semplice pertugio”.

“In prima fila c’è il colosso americano Walgreens Boots Alliance, che vede ai suoi vertici gli italianissimi Stefano Pessina e Ornella Barra” scrive il quotidiano di Pedullà,  ricordando che WBA già oggi gestisce 13 mila farmacie in 11 Paesi e in Italia controlla Alliance Healthcare Italia Spa, che dispone di 29 depositi e rifornisce circa 9 mila farmacie.

Il gigante statunitense, secondo La Notizia“può contare su una lobby molto efficace”, con entrature all’interno del MISE. La significativa presenza di WBA nella distribuzione farmaceutica del nostro Paese – sottolinea poi il quotidiano – non deve essere sottovalutata, perché  “la questione della logistica (…) spesso è il punto di partenza per chi a valle intende rilevare i punti vendita“.

Il secondo “pretendente” a una fetta della torta rappresentata dalle farmacie italiane, per il quotidiano romano, è Admenta Italia Spa, società che già oggi gestisce in Italia 168 farmacie attraverso i marchi Lloyds e Farmacia comunale, prevalentemente concentrate nel Nord Italia. Una vera e propria holding, scrive La Notizia, che fa capo al gruppo tedesco Celesio e attraverso questo all’americana McKesson e che nel nostro Paese vanta quote tra il 77 e l’80% in società come Afm Spa di Bologna, Azienda farmacie milanesi Spa di Milano, Afm Cremona Spa, Farcosan Spa di San Giovanni Valdarno (Ar), Farmacie di Parma Spa, Farmacie Pratesi Pratofarma Spa e Lissone Farmacie Spa.

Ma Admenta Italia detiene anche il 100% della FarmAlvarion srl, la società del gruppo che gestisce le piattaforme logistiche. E in ognuna di queste società, scrive La Notizia,  avrebbe un ruolo importante Domenico Laporta, definito il “vero factotum di Admenta”.

Ma per il quotidiano ci sarebbe anche un player italiano, nella corsa all’acquisto delle farmacie italiane: si tratta di Cef, la Cooperativa esercenti farmacia di Brescia, dove “si trova a gestire 12 farmacie, di cui detiene l’80% del capitale. Ma la Cef può far leva su più di mille punti vendita associati nel Nord Italia”.

Questi,  dunque, secondo La Notizia,  i soggetti che potrebbero avere interesse a rilevare le farmacie, “in modo più o meno massiccio”. Impresa che potrebbe essere facilitata, annota il quotidiano, dalle difficoltà attraversate dal settore. “Secondo i dati di Federfarma in Italia ci sono 18 mila farmacie, di cui 4 mila in difficoltà e mille a serio rischio di default. Molti esercenti potrebbero essere costretti a cedere l’attività. Altri potrebbero essere ben felici di farlo. Quel che è certo è che in attesa del via libera definitivo del ddl Concorrenza si sta vivendo una fase magmatica, nella quale non mancano alcune degenerazioni” scrive infatti Sansonetti, che spara quello che, alla fine, è il vero e anche unico colpo ad effetto del suo articolo. “Il mondo delle farmacie, soprattutto quelle in difficoltà economico-finanziaria, sta cominciando a segnalare la presenza di studi legali alquanto ‘aggressivi’, per usare un eufemismo” scrive infatti il giornalista. “Offrendo consulenze per la ristrutturazione dei debiti, questi studi approfittano della situazione di difficoltà per presentare maxiparcelle che il più delle volte gli esercenti non riescono a pagare. Anche perché nel frattempo, nonostante le promesse miracolistiche, la situazione finanziaria delle farmacie coinvolte non migliora affatto”.

“Ma c’è di più” scrive ancora Sansonetti. “In alcuni casi questi studi legali provano a incassare le parcelle facendo istanza di fallimento nei confronti degli esercenti, presentando a supporto parte della documentazione relativa ai debiti delle singole farmacie. Magari proprio quei debiti che gli avvocati in questione si erano offerti di inserire nel piano di ristrutturazione finanziaria. Insomma, il settore sta lamentando diverse manovre speculative che hanno l’obiettivo di raggranellare soldi facili mettendo definitivamente all’angolo gli esercenti“.

“A Roma sono già partiti alcuni esposti con cui diverse farmacie hanno deciso di reagire a questo modus operandi” chiude il giornalista de La Notizia. “E l’andazzo è tale che su di esso l’attenzione nelle prossime settimane non potrà che restare massima”.

 

 ● “L’Italia in vendita. Così tre colossi esteri vogliono papparsi tutte le nostre farmacie”. 

 

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