Concorsi farmacie ancora in alto mare, Mucci (Ci): “Serve un controllo più attento

Concorsi farmacie ancora in alto mare, Mucci (Ci): “Serve un controllo più attento

Roma, 20 aprile – Il “Cresci Italia”, nel 2012, varò un concorso straordinario che prevedeva l’apertura di 4.000 nuove farmacie sul territorio nazionale: dove sono finite?

Anche se un po’ rozza, è la sintesi dell’interrogazione (qui il testo) che la deputata indipendente Mara Mucci (nella foto) – eletta sotto le insegne di M5S, transitata nel Misto e poi “accasatasi” nell’ottobre 2016 nel Gruppo dei Civici e innovatori –  ha rivolto insieme a Giovanni Monchiero, anch’egli di Ci  – alla  ministra della Salute, reiterando un analoga iniziativa assunta nello scorso mese di gennaio.

Nel suo atto di sindacato, l’onorevole Mucci – denunciando il sostanziale fallimento del “concorsone”, al quale hanno partecipato migliaia di farmacisti e che dopo anni ha visto la pubblicazione di quasi tutte le graduatorie, registrando però l’apertura di poche centinaia di nuove farmacie – chiede alla ministra  quali iniziative intenda porre in atto per risolvere  la situazione di stallo, in gran parte attribuibile alla raffica di ricorsi davanti al Tar  presentati in questi anni in molte Regioni.

Di fatto, “pochi interpelli e ancora meno aperture di nuove farmacie”: questo il succo della questione posta da Mucci alla ministra Beatrice Lorenzin, alla quale è stato anche rappresentata l’opportunità di un attento monitoraggio del ministero sulla effettiva attuazione del concorso.

Nella sua risposta, arrivata ieri in occasione del question time a Montecitorio, la titolare della Salute non ha potuto che riconoscere le criticità che hanno rallentato il processo di apertura delle nuove farmacie, ma ha anche voluto rassicurare intorno al suo esito, ricordando “che è stato già adottato il provvedimento normativo che ha protratto il termine di validità delle graduatorie dagli iniziali due anni a sei, per altro a decorrere dalla data del primo interpello. Questo consentirà di non vanificare le attività concorsuali già svolte finora, offrendo al contempo nuove opportunità per eventuali ulteriori correttivi alla disciplina del concorso straordinario in relazione alle altre criticità che sono già state portate all’attenzione del ministero della Salute”.

Per Lorenzin, insomma, è già importante che il concorso e l’apertura delle nuove sedi siano stati “messi in sicurezza” con la consistente estensione della validità delle graduatorie inserita nel Milleproroghe, che dovrebbe essere sufficiente a “sterilizzare” il rischio che il rilevante contenzioso amministrativo avviato in molte Regioni impedisca l’assegnazione di buona parte delle nuove sedi farmaceutiche, frustrando le aspettative delle migliaia di farmacisti che hanno partecipato al concorso, in particolare i giovani.
Le rassicurazioni di Lorenzin, però, non hanno del tutto soddisfatto Mucci: “Sono cose che già sapevamo” osserva la parlamentare di Ci, rilevando che, anche se in essere, “la proroga non ha contribuito a risolvere il problema, almeno per ora. In Emilia Romagna, ad esempio (la Regione di Mucci, NdR), l’interpello è stato rimandato dalla fine di questo mese a ottobre. Speravamo in una risposta più efficace, almeno dal punto di vista del controllo: è vero che i concorsi sono di tipo regionale, ma sono fatti attraverso una piattaforma web nazionale, che avrebbe dovuto rendere automatica l’assegnazione”.

Mucci ha quindi affermato di confidare in un monitoraggio più attento in occasione dei prossimi passaggi del concorso,  “perché al di là di ricorsi e ritardi delle commissioni regionali ci ritroviamo in una situazione in cui le farmacie a oggi non sono aperte”, con i molti farmacisti che si sono aggiudicati le posizioni utili in graduatoria che, di fatto, si trovano ancora in un’assurda situazione di sospensione.

Per altro, ha concluso la deputata di Ci,  “non è accettabile che una legge dello stato datata 2012 non sia attuata. Non è la prima volta che succede: c’è un evidente problema tra la norma che il Parlamento approva e la sua effettiva attuazione. E questo è un fatto grave“.  Che l’onorevole Mucci, lo annotiamo con il massimo rispetto nei suoi confronti, non è certo la prima a rilevare, senza che però “il fatto grave” smetta di verificarsi con drammatica regolarità.

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