La Toscana sbaglia ordine e si trova con 10 milioni di farmaci che non voleva

La Toscana sbaglia ordine e si trova con 10 milioni di farmaci che non voleva

Roma, 20 aprile – La notizia non mancherà di alimentare  il fuoco delle polemiche che da anni animano il comparto del farmaco in ordine alle modalità di distribuzione dei medicinali in regime di Ssn: a causa di un ordine sbagliato, la Regione Toscana si è trovata in magazzino 10 milioni di medicinali che non voleva, trovandosi nella spiacevole condizione di dover negoziare con l’azienda produttrice per restituirli senza essere costretta a pagarli.

La vicenda, raccontata su Repubblica.it da Michele Bocci,  uno dei giornalisti più attenti, esperti e preparati in materia sanitaria, nascerebbe da un errore commesso all’Estar, l’Ente di supporto tecnico amministrativo regionale che si occupa di acquisti per la sanità, e riguarda il sofosbuvir, il costosissimo farmaco anti Hcv di cui è titolare la Gilead, azienda che proprio grazie al farmaco in grado di eradicare l’epatite C ha realizzato profitti miliardari in tutto il mondo, Italia compresa.

Sul mercato, però, stanno arrivando nuove molecole, prodotte da altre aziende,  in grado di fare concorrenza al farmaco Gilead, fino a ieri “monopolista” assoluto del mercato. E la concorrenza, come (quasi) sempre accade, ha inevitabilmente prodotto l’effetto di far scendere sensibilmente i prezzi, in “combinato disposto” con l’annuncio di Aifa di non voler più dare la rimborsabilità al Sovaldi ma di metterlo in fascia C.

In ogni caso, sofosbuvir è ancora a disposizione dei servizi sanitari regionali. E anche se la Toscana, negli ultimi mesi, ha utilizzato con il contagocce il farmaco Gilead,  preferendone altri più nuovi ma soprattutto meno cari, ha comunque deciso di ordinarne 90 confezioni, in considerazione dell’utilità del prodotto per l trattamento di certi pazienti. Il problema è che quando il funzionario Estar ha inserito nel sistema informatico la richiesta di Sovaldi (il nome commerciale della molecola), per un qualche errore è partito un ordine per 720 confezioni, con un costo di circa 7 milioni superiore a quello che si voleva sostenere.
“A questo punto si entra in una fase un po’ nebulosa della storia” racconta Bocci nel suo articolo. “Pare infatti che la stessa Gilead abbia segnalato ad Estar la stranezza di quell’ordine di così tante scatole ma la mail è arrivata all’indirizzo sbagliato ed è finita nel cestino. Comunque sia, l’azienda produttrice ha preso la mancata risposta come la conferma che tutto fosse regolare e ha inviato i medicinali al magazzino. A quel punto da Estar hanno fatto notare che qualcosa non andava e detto che non volevano pagare. Gilead ha scritto all’assessorato alla Salute per raccontare la vicenda. Ovviamente in via Alderotti la storia non è stata presa molto bene, tanto più in un periodo in cui non si riesce a far scendere la spesa farmaceutica. Così si è chiesto ad Estar di risolvere al più presto”.
Errare humanum est
, e dunque uno sbaglio è nell’ordine delle cose. Il problema, per la Toscana, è che il disguido – che in altre occasioni era stato risolto con un paio di telefonate all’azienda produttrice e con l’invio di un nuovo ordine –  non riesce ancora, questa volta  a trovare soluzione, nonostante siano trascorse già tre settimane. Da una parte, infatti,  Estar insiste per annullare l’ordine e ovviamente non effettua il bonifico, dall’altra Gilead tiene il punto, rimarcando che ormai la fornitura è stata portata a termine con la consegna dei farmaci.

Proprio ieri avrebbe dovuto tenersi, secondo quanto scrive la Repubblica, un incontro tra i responsabili dell’Ente che si occupa di acquisti e l’industria farmaceutica per trovare una soluzione definitiva al contenzioso, dove – alla fine questo è il dato che rileva – “ballano” sette milioni di euro. Una cifra con la quale oggi si acquistano quantitativi di farmaci antiHcv molto più consistenti, visto che – conclude Bocci – “il prezzo è ormai di circa un quarto di quello medio versato dal nostro Paese per Sovaldi“.

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