Morbillo, in Italia ormai è epidemia, da inizio anno già registrati 2224 casi

Morbillo, in Italia ormai è epidemia, da inizio anno già registrati 2224 casi

Roma, 16 maggio – Salgono a 2224 i casi di morbillo segnalati dall’inizio dell’anno secondo l’ultimo bollettino curato dal  Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 7 maggio. I casi registrati al 30 aprile
scorso erano 1920: l’impennata è dunque di ben 304 casi, davvero preoccupante, se si considera che nell’intero mese di maggio del 2016 i casi registrati erano stati “solo” 71.

Quasi tutte le Regioni (ben 18 su 21) hanno segnalato casi, ma il 92% delle infezioni proviene da Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia. Secondo quanto riferisce una nota dell’agenzia Askanews, nell’89% dei casi il paziente non era vaccinato, mentre il 7% aveva ricevuto solo una dose di vaccino. Anche se l’età mediana dei contagiati si attesta intorno ai 27 anni, la maggior parte dei casi (73%) è stata segnalata in persone di età maggiore o uguale a 15 anni: 139 casi avevano meno di un anno di età. Ben 188 i casi segnalati tra gli operatori sanitari.

Sono numeri “di altri tempi”, che testimoniano una vera epidemia di morbillo nel nostro Paese (secondo in Europa per numero di contagi solo alla Romania), causata, come più volte hanno ribadito gli esperti, dal sempre crescente numero di genitori che decidono di non vaccinare i propri figli.

Una realtà resa evidente dai numeri, che sono molto più significativi se accostati a quelli degli anni precedenti: nel 2016 i casi totali di morbillo furono 866, già in notevole salita rispetto ai 259 dell’intero 2015. A maggio 2016 i casi erano stati 71, 367 da inizio anno.

Come è noto, la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che più volte ha ribadito l’importanza delle vaccinazioni per la salute, ha deciso di correre ai ripari varando una normativa che obbligherà a vaccinare i bambini per consentire loro di accedere a scuola. Il provvedimento dovrebbe andare in Consiglio dei Ministri in settimana.

Print Friendly
Condividi