Antitrust, la relazione di Pitruzzella alla Camera sull’attività del 2016

Antitrust, la relazione di Pitruzzella alla Camera sull’attività del 2016

Roma, 17 maggio – “Nonostante i mercati e la concorrenza siano sottoposti a critiche sempre più stringenti, la concorrenza resta un caposaldo della crescita economica e lo strumento indispensabile per favorire l’innovazione, la riduzione delle diseguaglianze, l’efficienza delle imprese e il benessere del consumatore”.

Lo ha ribadito ieri a Montecitorio il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella (nella foto) nel corso della presentazione della Relazione annuale a Montecitorio, alla presenza della presidente della Camera Laura Boldrini, con la quale ha tirato il consueto bilancio dell’attività svolta dall’autorità garante nel corso del 2016, inquadrandola nell’attuale situazione economica e sociale e indicando gli ideali obiettivi del prossimo futuro.

“La concorrenza stimola l’innovazione, favorendo produttività e crescita economica” e se oggi, ha aggiunto Pitruzzella, “il tormentato equilibrio tra la sovranità e i mercati tende a spostarsi a favore della prima”, l’indebolimento della concorrenza nei mercati nazionali avrebbe l’effetto di “aumentare le rendite monopoliste, riducendo le possibilità di scelta dei consumatori, innalzando i prezzi di numerosi beni, disincentivando l’innovazione, favorendo il crony capitalism”.

Pitruzzella non ha potuto fare a meno di svolgere qualche considerazione  sul ddl Concorrenza, appena approvato a Palazzo Madama dopo un percorso a dir poco tormentato e ora in attesa della terza, definitiva lettura alla Camera. Inevitabile il rilievo critico per i ritardi del provvedimento: i tempi lunghissimi hanno portato a ricadute ipertrofiche sul testo, con il più che raddoppio dei 33 articoli che lo componevano originariamente, diventati 76 nella versione approvata dal Senato.  Proprio sui contenuti normativi Pitruzzella ha espresso i suoi maggiori rilievi, osservando come il testo abbia  perso alcune importanti previsioni presenti nel progetto governativo e, per contro, si sia al contempo arricchito “di una serie eterogenea di previsioni spurie, per effetto delle quali da provvedimento concepito per rimuovere gli ostacoli regolatori ingiustificati al funzionamento dei mercati, si è trasformato in un provvedimento omnibus di ‘ri-regolazione’ di numerosi mercati. Un’occasione, cioè, per affrontare problematiche regolatorie – alcune anche di notevole rilievo – che non hanno però alcuna connessione diretta con l’obiettivo di riforma pro-concorrenziale della regolazione”.

Ciò pur riconoscendo al ddl Concorrenza di aver previsto misure positive, tra le quali Pitruzzella annovera sia la previsione di aprire alle società di capitale la proprietà delle farmacie, ancorché  “con il vincolo di un oggetto sociale limitato alla gestione della stessa”, sia “l’eliminazione degli altri vincoli nel medesimo settore in materia di titolarità, orari e turni“.

Misure che, a giudizio del presidente Agcm, “hanno il pregio di intervenire in settori e mercati strategici in cui la competizione fra gli operatori è da tempo limitata a causa della presenza di ostacoli di tipo normativo e regolamentare”.
Più in generale, Pitruzzella ha voluto sottolineare come l’Antitrust, intervenendo per ridurre rendite di posizione e disuguaglianza sociale e per favorire l’innovazione e la redistribuzione delle risorse, abbia riscoperto fattispecie come quella dell’abuso di posizione dominante per prezzi eccessivi. Il presidente Agcm ha portato ad esempio la multa inflitta alla multinazionale sudafricana Aspen, sanzionata per aver aumentato tra il 300% e il 1500% i prezzi di farmaci antitumorali “salvavita” per bambini e anziani. Un’azione che proprio ieri anche la Commissione europea, nell’aprire un procedimento contro Aspen Pharma per gli stessi addebiti, ha riconosciuto di avanguardia, dando atto all’Italia di aver fatto da apripista con la sua sanzione da 5 milioni di euro.

“Il caso conferma l’attenzione che l’Antitrust presta da alcuni anni al settore farmaceutico – ha evidenziato Pitruzzella – anche se occorre precisare come, al di là delle patologie sanzionate dall’Autorità, l’industria farmaceutica stia dando un grande contributo al Pil del nostro Paese, oltre che alla tutela della salute dei nostri concittadini”.

Altro esempio, sono gli impegni di Enel, accettati dall’Autorità garante, sui costi energetici, che permetteranno ai consumatori di risparmiare oltre 500 milioni di euro nei prossimi tre anni.
Pitruzzella ha sottolineato che, nell’attività dell’Antitrust dell’ultimo anno, spicca la lotta ai cartelli negli appalti pubblici, anche in collaborazione con l’Anac, che ha portato a significativi risultati, come dimostra la sanzione per il cartello tra imprese nella gara Consip per la pulizia delle scuole. Altre istruttorie sono in corso, a cominciare da quella, sempre per una gara Consip, nei confronti del Consorzio nazionale servizi e di altre sei imprese per l’affidamento dei servizi di facility management destinati agli immobili della pubblica amministrazione, delle università e degli istituti di ricerca.
Il presidente Agcm ha quindi ricordato gli interventi diretti a tutelare le fasce di consumatori più deboli o a reprimere quelle pratiche commerciali scorrette che hanno un vasto impatto sui mercati. Dal caso Volkswagen ai messaggi pubblicitari ingannevoli, dal recupero crediti aggressivo al teleselling: “L’intervento dell’Autorità”  ha messo in evidenza Pitruzzella  “serve a rimuovere comportamenti che aggravano le condizioni di diseguaglianza o che minacciano la fiducia nel funzionamento dei mercati. La perdita di fiducia è molto grave perché accentua la crisi di legittimità che colpisce l’istituzione mercato e perché ostacola le transazioni e la crescita di domanda”.

In particolare, nel settore del credito, Pitruzzella ha menzionato la sanzione irrogata alla Banca Popolare di Vicenza per aver condizionato l’erogazione di finanziamenti a favore dei consumatori all’acquisto di azioni o obbligazioni convertibili, nonché gli impegni proposti da Unicredit per i mutui a tasso variabile, che “hanno consentito di sanare ab origine il pregiudizio economico subìto dai consumatori”.
Pitruzzella ha dedicato un passaggio del suo discorso all’economia digitale, settore chiave nel quale l’Antitrust è intervenuta a più riprese per promuovere lo sviluppo della rete a banda ultra-larga, vigilare sulle dinamiche dell’economia dei Big Data, superare gli ostacoli regolatori nei confronti della sharing economy e tutelare il consumatore nelle transazioni online, favorendo lo sviluppo dell’e-commerce.
Al riguardo, tra i casi di maggior impatto, Pitruzzella ha citato le sanzioni irrogate a Whatsapp, per aver indotto i consumatori a cedere i loro dati a Facebook, e a TicketOne e ad alcuni operatori del mercato secondario per la vendita online di biglietti per eventi.
L’Antitrust lavora anche per promuovere la cultura della concorrenza e la compliance. In questa prospettiva – ha evidenziato Pitruzzella – si inseriscono l’applicazione delle linee guida sulle sanzioni, con notevoli riduzioni dell’entità delle sanzioni per quelle imprese che hanno adottato programmi di compliance, l’elaborazione di un “codice della concorrenza”, i corsi e le conferenze nelle scuole, l’istituzione di un premio annuale per chi promuove la cultura della concorrenza e dei diritti del consumatore, l’uso dei social media per far conoscere la nostra attività, i seminari di approfondimento e gli incontri di studio.
Il presidente dell’Autorità garante per il mercato e la concorrenza ha concluso sottolineando l’importanza della proiezione globale dell’Antitrust e della politica della concorrenza per spingere verso una progressiva riduzione degli elementi di distorsione dei mercati.

 

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