Bollini non indelebili, scatta la denuncia contro i vertici Ipzs

Bollini non indelebili, scatta la denuncia contro i vertici Ipzs

Roma, 14 giugno – Continua a far discutere, in Campania, la questione dei bollini dei farmaci non conformi alle specifiche e risultati parzialmente cancellabili,  oggetto nei mesi scorsi delle reiterate attenzioni delle forze dell’ordine. Dalle quali, secondo quanto riferisce un lungo articolo pubblicato ieri da Cronache della Campania,  è scaturita la clamorosa decisione di denunciare i vertici dell’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, che saranno iscritti nel registro degli indagati per falso e altri reati connessi.

Destinatari delle contestazioni sarebbero, secondo quanto riferisce la testata campana, quattro manager di primissimo piano del’Ipzs: l’amministratore delegato, il direttore generale, il  dirigente del Settore Carte valori dell’istituto e il direttore dello stabilimento di Foggia.

La svolta dell’inchiesta aperta dalla procura di Salerno, coordinata dal pm Giampaolo Nuzzo, è arrivata dopo i controlli effettuati il mese scorso negli stabilimenti dello stesso Ipzs di Roma e di Foggia, dove si producono i bollini da applicare sulle confezioni di farmaci, controlli dai quali sarebbero emerse le prove della loro “cancellabilità”, ovvero dalla mancanza di quei requisiti di sicurezza che sono invece indispensabili, a tutela del Ssn ma anche e soprattutto della salute dei pazienti.
Proprio l’aver prodotto e immesso sul mercato bollini (la cui stampa è gestita in regime di monopolio da Ipzs) privi delle caratteristiche che debbono obbligatoriamente possedere e garantire sarebbe all’origine dell’accusa di falso avanzata nei confronti dei vertici dell’Istituto poligrafico.

La responsabilità di quanto sta accadendo, secondo gli inquirenti, non sarebbe però da ricercare solo all’interno dell’Ipzs, ma coinvolgerebbe anche altri soggetti della filiera: sono ancora in corso altri accertamenti volti a individuare chiunque immetta sul mercato confezioni di farmaci con bollini “fuori specifica”. Il cerchio della ricerca di respnsabilità, dunque, si allarga inevitabilmente a case farmaceutiche, distributori e alle stesse farmacie.
Cronache della Campania, ricordando che l’inchiesta ha avuto origine da una denuncia dell’avvocato Antonio Sarno, riferisce di nuovi esposti che lo stesso legale avrebbe avanzato, ultimo dei quali raccogliendo la denuncia di un cittadino che ha acquistato dei farmaci di uso comune in una farmacia di Angri.

Anche in questo caso, i bollini dei farmaci si sarebbero dimostrati privi dei necessari requisiti di sicurezza, a dimostrazione – scrive il giornale campano di un sistema “più che vulnerabile”, che  “fa acqua da tutte le parti”.

” La stampa dell’Istituto poligrafico dello Stato è ‘fallibile’ e mette in pericolo l’intera filiera” scrive al riguardo il giornale. “Nonostante, nei mesi scorsi, ci sono state comunicazioni ufficiali tra Ipzs e case farmaceutiche sugli errori di stampa, i macchinari di stampa non sono stati adeguati. Mail concitate tra i responsabili della produzione e le case farmaceutiche, divulgate in forma anonima e arrivate allo studio legale Sarno, dimostrano che i responsabili hanno consapevolezza che il sistema di produzione non è a norma”.

L’Ipzs, fino a qui, non sarebbe riuscito “a mettere una toppa alle falle”, mettendo a punto un sistema di stampa in grado di assicurare la necessaria “indelebilità” dei bollini. La cui non conformità sarebbe ben nota alle case farmaceutiche, come comproverebbero alcune comunicazioni tra Ipzs e aziende al vaglio degli inquirenti. Una consapevolezza che, secondo Cronache della Campania, per gli investigatori potrebbe anche sostanziare la fattispecie della complicità.

Intanto l’avvocato Sarno ha ritenuto opportuno rappresentare ad alcuni produttori di farmaci, per conto dei suoi clienti, la mancanza dei requisiti di qualità nei bollini dei loro prodotti, testimoniata anche – secondo quanto scrive Cronache della Campania – dai numerosi sequestri del Nas di Salerno effettuati negli ultimi mesi presso farmacie e depositi. Se i problemi non verranno risolti, l’ipotesi è quella di avviare una class action nei confronti non solo dell’Istituto Poligrafico dello Stato ma anche dei produttori per possibili danni.

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