Vaccini in farmacia, plauso da Federfarma e da Sunifar

Vaccini in farmacia, plauso da Federfarma e da Sunifar

Roma, 10 luglio – Grande soddisfazione, a nome di tutte le 18mila farmacie italiane, e gratitudine “per i senatori che si sono fatti portavoce di questa proposta”.

Marco Cossolo (nella foto), presidente di Federfarma, accoglie molto positivamente l’emendamento al decreto vaccini firmato dai senatori D’Ambrosio Lettieri, Mandelli e Rizzotti e finalizzato a consentire la somministrazione dei vaccini anche in farmacia, approvato giovedì scorso dalla Commissione Igiene e sanità del Senato.
La misura, secondo Cossolo, è un ulteriore riconoscimento al ruolo della farmacia, che può coadiuvare lo Stato anche “nell’esecuzione di un programma vaccinale, come noi dicevamo da tempo”.  Per il presidente di Federfarma si tratta di un ulteriore passo avanti nella giusta direzione di far diventare la farmacia del futuro “sempre più di comunità e dei servizi. Siamo disponibili da subito a dare il nostro contributo al testo definitivo, auspicabilmente in collaborazione della Fofi ma anche delle associazioni della categoria, per far sì che questo importante risultato venga portato a casa anche nella sua fase attuativa”.

Analogo il commento che arriva da Silvia Pagliacci, presidente del sindacato dei rurali, per la quale il coinvolgimento delle farmacie è anche un riconoscimento alla capillarità del servizio offerto con affidabilità e serietà dalle farmacie italiane in ogni località del Paese, anche le più sperdute.

Pagliacci, con l’occasione, liquida anche le polemiche sollevate un mese fa nei suoi confronti da alcuni presidenti rurali, proprio in relazione al ruolo dei farmacisti nelle vaccinazioni, rispetto al quale la presidente del Sunifar aveva espresso valutazioni improntate alla massima cautela, per non ingenerare inutili e controproducenti conflitti di competenze con i medici.

“L’arrivo dall’emendamento al decreto vaccini supera ogni questione” afferma Pagliacci, osservando come l’apertura concessa  dalla misura in qualche modo prescinda dalle peculiari competenze professionali del farmacista, per fondarsi invece sull’identità  più complessiva della farmacia presidio di salute del territorio. “Siamo in presenza di un riconoscimento ulteriore e inequivocabile di quello che sono le nostre farmacie aperte al pubblico, nell’interezza del loro ruolo e della loro funzione” conclude Pagliacci. “E sono questa identità, questo ruolo e questa funzione le realtà delle quali, ancora una volta, si apprezza l’innegabile utilità per la salute dei cittadini”.

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