Ucfi, lanciata sottoscrizione per il diritto all’obiezione di coscienza dei farmacisti

Ucfi, lanciata sottoscrizione per il diritto all’obiezione di coscienza dei farmacisti

Roma, 17 luglio – Una sottoscrizione per promuovere il diritto all’obiezione di coscienza dei farmacisti. A promuoverla è l’Ucfi, l’Unione cattolica farmacisti italiani, che dallo scorso 13 luglio ospita sul suo sito un appello rivolto a tutti i colleghi, finalizzato a raccogliere quante più firme possibili per dare forza alla battaglia del riconoscimento giuridico dell’obiezione di coscienza come un diritto legittimo anche per i farmacisti, “come è avvenuto e avviene per le altre categorie professionali“.

L’iniziativa – i cui primi destinatari sono le sigle di categoria, in primis la Fofi e gli Ordini e quindi la Federfarma e le altre associazioni – intende rilanciare “una battaglia che dura da 15 anni”, condotta  “con grande convinzione, coraggio, determinazione e sacrifici”, ma – riconosce l’Ucfi – con scarsi risultati.

La sigla dei farmacisti cattolici però non demorde e cerca di coinvolgere tutti i colleghi, quale che sia il loro ruolo (titolari, collaboratori, studenti e pensionati), invitandoli ad approfittare di ogni modalità e occasione – come i molti incontri di categoria – per sensibilizzare l’intera professione sul tema.

L’Ucfi ritiene non solo legittimo ma indispensabile sopperire alle carenze delle leggi civili, laddove esse, autorizzando e favorendo in vari modi pratiche come aborto e eutanasia, vengono meno al loro compito di tutelare diritti fondamentali come quello alla vita, “contraddicono la loro ragion d’essere e cessano di essere moralmente obbliganti”, anche se “suffragate dal consenso della maggioranza dei cittadini”.

Considerato il cambiamento dei costumi sociali, scrive l’Ucfi, con la diffusione della cosiddetta “contraccezione di emergenza” e “in assenza di una norma costituzionale di nozione certa circa l’inizio della vita umana, nel rispetto delle libertà fondamentali della persona garantite dall’art. 2 della Costituzione italiana, noi farmacisti, come cittadini, chiediamo che anche ai farmacisti sia riconosciuto e giuridicamente tutelato l’esercizio dell’obiezione di coscienza“.

Il foglio per la raccolta delle firme è scaricabile dal sito dell’Ucfi e chi intenda aderire all’appello dovrà compilarlo con tutti i dati richiesti e firmarlo. La sottoscrizione andrà poi controfirmata da chi ha effettuato la raccolta delle firme, che dovrà indicare anche il luogo e la data in cui sono state acquisite le adesioni. I fogli completi di firme dovranno poi essere fatti pervenire alla sede nazionale dell’Ucfi,  in via della Conciliazione 10, 00193 Roma.

La sottoscrizione pro-obiezione di coscienza, ammette l’Ucfi,  offre anche “una formidabile occasione per far conoscere la nostra associazione” a quanti ancora non la conoscono e per raccogliere adesioni. “E magari” è l’auspicio conclusivo dell’Ucfi “anche per far nascere nuove sezioni territoriali là dove finora non siamo rappresentati”.

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