Nobel per la Chimica 2017, enorme impatto sulla scoperta dei farmaci

Nobel per la Chimica 2017, enorme impatto sulla scoperta dei farmaci

Roma, 5 ottobre  – La crio-microscopia elettronica, nuova tecnica di imaging molecolare che permette di esplorare in 3D la struttura tridimensionale delle molecole biologiche e che è valsa il Premio Nobel per la Chimica a Jacques Debouchet, Joachim Frank e Richard Handerson,  gli scienziati che l’hanno sviluppata, ha un potenziale straordinario sulla scoperta dei farmaci e sul loro funzionamento.

Il microscopio crio-elettronico permette infatti di congelare i movimenti biomolecolari e raffigurarli a livello atomico, tecnologia che – riassume un lancio dell’AGI – porta la biochimica in una nuova era, rendendo più semplice il processo di cattura delle immagini biomolecolari. In pratica si è passati dall’osservare delle macchie senza forme alla visualizzazione delle proteine a una risoluzione atomica.

La tecnica consiste nel rapido congelamento dei campioni, senza permettere però la formazione di cristalli di ghiaccio che possano danneggiarli e poi sottoporre questi campioni ”vetrificati’ a scansione elettronica.

Il combinato disposto di queste due tecniche ha permesso un miglioramento nella qualità delle osservazioni al microscopio che alcuni hanno paragonato al miglioramento che si è avuto nel campo delle immagini televisive dal passaggio dalle prime tv in bianco e nero a quelle moderne al plasma. In pratica, si riesce a vedere la struttura delle proteine così in dettaglio da riuscire a distinguere ogni singolo aminoacido. Praticamente mattone per mattone.

La tecnologia sta letteralmente rivoluzionando le scienze biologiche perché permette di analizzare processi e strutture altrimenti impensabili. In Italia la prima Università che ha introdotto questa tecnologia è stata l’Università Statale di Milano che proprio nel 2016 ha annunciato l’acquisto delle attrezzature necessarie per un costo di circa 3 milioni di euro.

Le tematiche interessate dalle potenzialità di questa nuova tecnologia sono molteplici, e generalmente riconducibili allo studio del funzionamento di sistemi o complessi macro-molecolari della cellula, e della loro risposta a regolatori, farmaci, condizioni di stress eccetera.

Il nuovo strumento potrà servire, ad esempio, allo studio di assemblaggi di proteine virali bersaglio per la progettazione di farmaci antivirali (contro il Dengue virus, il virus della febbre gialla, o il Norovirus, ad alta mortalità in età pediatrica nella fascia tropicale del mondo, ma anche Chikungunya e Zika virus), o allo studio dei complessi del sistema immunitario, o dei sistemi di proteine che si aggregano in forma patologica a seguito di mutazioni ereditarie.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi