Barra (WBA): “Nuovi servizi e nuovi prodotti per la farmacia del futuro”

Barra (WBA): “Nuovi servizi e nuovi prodotti per la farmacia del futuro”

Roma, 11 ottobre – Le aziende non si controllano con la maggioranza ma con la capacità gestionale. Ovvero, non bisogna restare ancorati al concetto di controllo proprietario assoluto, ma aprirsi alle nuove opportunità offerte dal mercato globale, senza dimenticare il fattore umano.

È uno dei passaggi più significativi che Ornella Barra (nella foto), co-chief operating officer di Walgreens Boots Alliance, la prima realtà globale al mondo per la salute e il benessere, ha affrontato nella conversazione con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana sul tema delle strategie di crescita aziendale e dell’espansione sui mercati globali svoltasi nel pomeriggio di lunedì scorso a Genova nell’ambito di un incontro organizzato dalla Confindustria locale, di fronte a una platea gremita di imprenditori.

Una giornata intensa, quella vissuta lunedì scorso nella regione in cui, circa trent’anni fa, Barra cominciò il suo straordinario percorso professionale, prima acquistando una piccola farmacia a Chiavari e quindi dando vita a Di Pharma, la sua prima azienda di distribuzione: prima dell’incontro con gli imprenditori, la top manager di WBA era stata infatti la protagonista della cerimonia per la consegna della laurea honoris causa in Amministrazione, Finanza e Controllo conferitagli dall’università del capoluogo ligure.

Nell’occasione, Barra ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Il Secolo XIX, ricca di spunti interessanti, anche in relazione alle strategie future di Walgreen Boots Alliance in Italia dopo la legge sulla concorrenza: “Siamo interessati al mercato, ma i tempi non saranno brevi” ha affermato la manager al riguardo, osservando come ci siano voluti anni per arrivare alla legge e, nel frattempo, WBA abbia fatto rilevanti investimenti in Cile, Messico  e perfezionato importanti operazioni negli USA, come l’accordo con Rite Aid per l’acquisizione di 1932 farmacie.

Ribadita la weltanschauung WBA sulla farmacia, che “grazie a network capillari in pressoché ogni parte del mondo rappresenta il punto di accesso più immediato per molte comunità ai servizi per la salute, in una relazione diretta con il paziente”, Barra ha risposto a una domanda sull’evoluzione della farmacia in Italia affermando che il farmacista è “il professionista della salute che più di ogni altro è anche un imprenditore”, che può “rafforzare il suo ruolo con l’offerta di nuovi prodotti e servizi”. Molti gli esempi al riguardo, mutuati dalle esperienze delle farmacie WBA negli USA: dalle vaccinazioni alle app per misurare pressione o livelli di glucosio, passando per le consultazioni del medico via video e  un riferimento agli screening sui nei offerti in Europa dalle farmacie Alphega, “che ritengo possa difendersi anche in Italia”.
Penso anche al test per il mal di gola con tamponi: serve per capire subito, senza andare all’ospedale o dal medico, se serve l’antibiotico o basta l’antinfiammatorio” ha aggiunto Barra, quasi a sottolineare coma la frontiera dei servizi sia la strada obbligata per l’implementazione del ruolo (e del business) delle farmacie.

L’indicazione più significativa, però, è forse quella che scaturisce dalla risposta alla domanda su quale sia uno dei punti di eccellenza di WBA: “È l’unico logistics provider in grado di fare 2-3 consegne al giorno a poche ore di distanza” è stata la risposta di Barra. “Nessuno, neanche nel comparto alimentare, è in grado di fornire un servizio così capillare”.

Con ogni probabilità, non si tratta soltanto  della sottolineatura – comprensibilmente ispirata da legittimo orgoglio – di una specificità aziendale che ha prodotto risultati straordinari, ma anche l’indizio rivelatore di una profonda convinzione che diventa anche scelta strategica: la sfida della farmacia si gioca e si giocherà sempre di più, in futuro, sul terreno della logistica, che – piaccia o meno – sarà decisiva anche per la declinazione di quella “professionalità” nella quale il mondo della cosiddetta farmacia indipendente vede l’ultima arma a disposizione per competere all’interno di scenari di mercato sempre più “concorrenziati” e difficili.

Senza logistica, sufficiente massa critica  e capacità manageriale, però, anche la  dimensione professionale rischia di essere un’arma spuntata, perché sul mercato resisterà e crescerà soltanto chi sarà capace di generare le condizioni per tradurre identità, saperi e competenze professionali in procedure operative e standard di servizio sempre ripetibile e immediatamente riconoscibili (da tutti: i pazienti, ma anche le istituzioni).

Una suggestione che esce rafforzata dalla risposta di Barra alla domanda diretta su quale sia la visione industriale di WBA: “Vogliamo essere la prima scelta nel campo della farmacia, del benessere e della cura della bellezza, per le persone e le comunità in tutto il mondo” è infatti la risposta della manager, consapevole di indicare un traguardo ambizioso ma che WBA ha già dimostrato con i fatti di essere in grado di raggiungere, puntando sulla capacità di erogare servizi professionalmente ineccepibili, efficaci, efficienti ed economicamente congrui, caratterizzati da standard elevati e in possesso di una “identità” percepibile e tale da renderli unici.

“Ingredienti” senza i quali, con ogni probabilità, la sfida del retail farmaceutico è persa in partenza. E che chiunque aspiri a rimanere con successo sul mercato del farmaco deve necessariamente procurarsi, preoccupandosi di farlo il prima possibile.

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