Ddl Lorenzin 2 – Infermieri: “Basta rinvii, la legge va approvata subito”

Ddl Lorenzin 2 – Infermieri: “Basta rinvii, la legge va approvata subito”

 

Roma, 11 ottobre – Il ddl Lorenzin, nella parte dedicata al riordino delle professioni sanitarie, solleva reazioni del tutto opposte. Alla levata di scudi dei medici, si è infatti aggiunta la posizione nettamente critica espressa qualche giorno fa dai farmacisti, come già riferito da RIFday,  saldamente attestati –  sulla falsariga dei medici – sulla linea di una netta opposizione contro i contenuti dell’art. 4 del ddl: “Il ddl introduce elementi di novità che non vanno nella direzione di una riforma degli Ordini delle professioni sanitarie” aveva osservato il segretario della Fofi Maurizio Pace “ma sono di fatto un elemento di paralisi della loro attività, in contraddizione anche rispetto alle istanze di ricambio e di alternanza che pure vengono presentate a supporto di queste misure”.

Del tutto  opposta, invece, la posizione della Federazione degli Infermieri, che in una nota della presidente Barbara Mangiacavalli (nella foto) indirizzata ai presidenti di Camera e Senato e ai presidenti delle Commissioni Affari sociali e Igiene e sanità, inviata per conoscenza anche alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin e al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, sollecita un rapido via libera del provvedimento alla Camera per consentirne l’approvazione definitiva (il ddl dovrà infatti fare un altro passaggio in Senato) entro la fine dell’anno.

“Dopo più di dieci anni di stallo” scrive la presidente dellaFederazione dei collegi degli infermieri (che la riforma trasformerebbe finalmente in Ordini)  “non è accettabile che un provvedimento atteso praticamente dalla quasi totalità di chi lavora nel servizio pubblico e dalla stragrande maggioranza di chi opera nella Sanità, finisca di nuovo nelle sabbie mobile di posizioni strumentali che possono avere come obiettivo solo quello di impedirne la giusta conversione in legge. Cosa che avviene ormai dal 2008”.

Mangiacavalli, osservato che gli infermieri sono ormai da decine di anni professionisti laureati,  afferma che “non ha più senso mantenere l’obsoleta e anacronistica separazione tra collegi e ordini per delineare forme di rappresentanza professionale e di iscrizione agli albi di appartenenza: gli infermieri, al pari di tutte le altre professioni intellettuali, vogliono una tutela ordinistica”

Tutela che arriverebbe appunto con l’approvazione del Ddl 3868, e  “non solo per i professionisti” aggiunge la lettera “ma anche per gli stessi cittadini, offrendo armi efficaci ad esempio contro l’abusivismo, che infanga l’operato di centinaia di migliaia di professionisti e pone a rischio la salute degli assistiti”.
Peraltro, secondo Mangiacavalli, la richiesta di ulteriori correzioni giunge (se non sospetta) perlomeno tardiva:  “Il ddl è in discussione ormai da lungo tempo e alla Camera si sono susseguite audizioni e dibattimenti in cui qualunque istanza avrebbe potuto essere avanzata e qualsiasi problema avrebbe potuto trovare già soluzione” scrive infatti nella lettera, per poi aggiungere  che “gli oltre 440mila infermieri che operano in Italia non possono accettare ulteriori rinvii che non si basano su motivazioni reali, ma semmai su preferenze anacronistiche di alcuni che tuttavia possono, grazie appunto alla disponibilità del ministro, del relatore e dei parlamentari, cercare e trovare soluzioni che attenuino le eventuali insoddisfazioni, ma non penalizzino quasi la metà di chi lavora nel servizio pubblico in Sanità”.
Perentoria la conclusione: “Chiediamo al ministro, al relatore del ddl alla Camera e ai parlamentari di concludere in fretta l’iter del provvedimento e di giungere, in accordo col Senato, a una rapida conversione in legge che finalmente chiuderebbe una partita ormai aperta da anni e che giunta ormai sul filo del traguardo non deve e non può trovare mille giustificazioni, spesso strumentali, per dover ripartire dal via”.

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