Ministero sull’ossigeno: “Illegittima la fatturazione degli oneri accessori”

Ministero sull’ossigeno: “Illegittima la fatturazione degli oneri accessori”

Roma, 11 ottobre – Sull’ossigeno terapeutico, ha ragione Federfarma: gli oneri accessori, quali il noleggio, la cauzione o ancora la messa a disposizione, che rappresentano importi comunque distinti dal costo relativo alla fornitura del medicinale, non devono essere fatturati, perché – come da tempo sostenuto ed evidenziato dal sindacato dei titolari – “non trovano una giustificazione sul piano della normativa sanitaria“.
Federfarma aveva provato a convincere Assogastecnci della fondatezza della sua posizione, tentando anche di arrivare a una  soluzione mediata e condivisa del problema, senza però riuscire a individuarla.
Della questione è stato così investito il ministero, che con una nota di qualche giorno fa (la n. 5183-P del 6 ottobre 2017) ha accolto la tesi di Federfarma, ritenendo illegittima la fatturazione, da parte delle aziende produttrici di gas medicali, di importi diversi dal costo del gas medicinale, sostanzalmente collegati al contenitore del farmaco.

“Il prezzo definito dell’Aifa a seguito della classificazione (A e H in ragione dell’essenzialità dello stesso) e, quindi, della contrattazione con l’azienda farmaceutica produttrice comprende anche il contenitore del farmaco (bombola e relativa valvola)” si legge nella nota del dicastero, che evidenzia come, per conseguenza,  “il prezzo del medicinale, ove classificato, in classe A o H, comprende anche il relativo ‘contenitore’, relativamente al quale, a legislazione vigente, non è possibile chiedere né al paziente, né al farmacista una caparra cauzionale o un prezzo per il noleggio”.
Ciò perché la pratica delle aziende produttrici di includere nelle fatture delle farmacie gli importi relativi al contenitore del farmaco finirebbe di fatto per spostare sulla farmacia l’onere del contenitore, non dovuto ai sensi della normativa vigente, e questo – conclude la nota ministeriale –  “senza che sussista alcuna possibilità per la farmacia di sottrarsi dalla corresponsione di tale somma, in quanto, da un lato, obbligata per legge a detenere il farmaco e, dall’altro, impossibilitata trasferire il costo dello stesso sull’assistito”.

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