Muschietti: “Presenza della farmacia ai tavoli istituzionali, regole da rivedere”

Muschietti: “Presenza della farmacia ai tavoli istituzionali, regole da rivedere”

Roma, 12 ottobre – Farmacieunite punta all’obiettivo di essere ammessa a pieno titolo tra i partecipanti al tavolo Sisac per il rinnovo dell’accordo convenzionale tra farmacie e Ssn e ha già avviato opportune iniziative per centrarlo, affidando la questione a un prestigioso studio legale.

Ad annunciarlo è una nota dello stesso sindacato, diffusa non casualmente all’indomani del secondo incontro, il 10 ottobre,  dello stesso tavolo, al quale partecipano Federfarma per le farmacie private e Assofarm per quelle pubbliche.

Riteniamo che le 500 farmacie che aderiscono a Farmacieunite abbiano il sacrosanto diritto di essere rappresentate al  tavolo per il rinnovo della convenzione, dal quale sono invece escluse per un’applicazione letterale, discutibile già in premessa, delle norme sulla rappresentatività sindacale” spiega il presidente del sindacato Franco Gariboldi Muschietti (nella foto). “Quelle norme, infatti, si riferiscono ad altri ambiti, che sono propriamente quelli  dei contratti collettivi nazionali di lavoro, certamente diversi e non assimilabili al caso di specie, che è quello  di una negoziazione per il rinnovo di un accordo convenzionale. Per vedere riconosciuto quel diritto, Farmacieunite non lascerà nulla di intentato”.

Muschietti ritiene che sia ormai giunta l’ora di fare definitivamente chiarezza sul punto: “Sul rinnovo della convenzione,la farmacia italiana si gioca una fetta consistente di futuro” spiega il presidente di Farmacieunite. “Ritengo che il nostro sindacato, numericamente meno consistente rispetto agli altri ma in crescita costante di adesioni, arrivate ormai a 500 associati in diverse Regioni del Paese, avrebbe potuto portare al tavolo Sisac il suo costruttivo contributo di idee, riflessioni e analisi utili a raggiungere il miglior  esito possibile nell’interesse delle farmacie, ma soprattutto del sistema sanitario e quindi dei cittadini del Paese. Precludere questa possibilità non solo non serve a niente a nessuno, ma è puro autolesionismo, perché impoverisce un percorso che, al contrario, tutti dovrebbero essere favorevoli a compiere avvalendosi di tutte le forze ed energie che la farmacia di comunità italiana è in grado di esprimere”.

La decisione di muoversi in sede giuridica per vedersi riconosciuto quello che (“senza arroganza ma sulla base di ragionevoli presupposti”, precisa la nota) Farmacieunite ritiene essere un pieno diritto dei suoi associati, non permetterà ovviamente al sindacato di partecipare alle prossime sedute del tavolo, come aveva fatto in occasione dei primi due incontri, grazie alla cooptazione di Muschietti nella delegazione Assofarm, con la quale il sindacato ha stretto da tempo un accordo interassociativo. “sulla base – come ricorda lo stesso Muschietti –  di una forte condivisione della vision e della mission della farmacia”.  

Ed è proprio grazie a questo accordo, “che non solo rimane del tutto impregiudicato, ma ci impegneremo a rafforzare” spiega il presidente del sindacato “che Farmacieunite continuerà a seguire passo dopo passo la trattativa, senza far mai mancare – con lo spirito costruttivo di sempre – il suo contributo per il buon esito delle negoziazioni, in termini di analisi e di proposte”.

Muschietti, però, nell’occasione, apre un discorso più generale, quello della rappresentanza degli interessi di categoria, che a suo giudizio è tempo di affrontare in modo più convinto e maturo di quanto non sia stato fatto finora. “Farmacieunite è la prima a essere contraria a derive di polverizzazione della rappresentanza, ma è ancora più contraria a situazioni dove il totem dell’unitarietà diventa pretesto per annullare ogni possibilità di confronto interno, negando nella sostanza le più elementari regole di democrazia, con effetti esiziali sulla qualità delle scelte di politica sindacale” spiega il presidente del sindacato. “È successo, e anche molto a lungo, senza che nessuno se ne preoccupasse, ed è il caso di ricordare che Farmacieunite è nata proprio per questo”.

“Questi primi anni di vita del nostro sindacato” continua Muschietti “vissuti nell’aperta ostilità di molti, manifestata peraltro in modi non sempre leciti, hanno dimostrato che intraprendere percorsi netti finalizzati a marcare differenze e indicare la strada di altre possibili via di tutela della farmacia può rivelarsi una scelta utile e positiva e diventare anche uno stimolo per liberare e mettere in circolo energie nuove e positive all’interno della rappresentanza professionale”. Un riferimento, in tutta evidenza, agli accadimenti che nello scorso mese di maggio hanno prodotto il completo ricambio dei vertici di Federfarma.

“È da qui, almeno a mio giudizio, che potrebbe e dovrebbe partire una nuova stagione di rapporti tra le sigle di categoria” sostiene Muschietti, aggiungendo che “Farmacieunite non è pregiudizialmente né programmaticamente nemica o in concorrenza con chicchessia, né fuori né tantomeno dentro il perimetro della categoria, ma rivendica il diritto di portare avanti il percorso iniziato nel 2014, in primo luogo per onorare il mandato di fiducia ricevuto dai suoi associati, già diventati tre volte di più di quelli che hanno costituito il nucleo fondante  del sindacato”.

“Siamo aperti a ragionare senza riserve con tutti, nel rispetto dell’identità, della dignità e dell’autonomia di ognuno, ma anche chiedendo altrettanto rispetto” conclude Muschietti. “Farmacieunite gioca nella squadra della farmacia e gioca per farla vincere, indipendentemente dalle posizioni in campo. Continuerà a farlo, con la serietà e la determinazione che hanno caratterizzato i suoi quasi quattro anni di vita, nella certezza che se tutti facessero altrettanto, nel mutuo riconoscimento delle proprie diversità, dopo anni di sconfitte rovinose qualche partita la farmacia italiana ricomincerebbe pure a vincerla”.

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