Arriva Amazon, scattano le difese: catena USA pronta a distribuire farmaci in 24 ore

Arriva Amazon, scattano le difese: catena USA pronta a distribuire farmaci in 24 ore

Roma, 8 novembre – Cvs Health Corp, la seconda più grande catena di farmacie USA dopo Walgreens Boots Alliance, con più di 7600 esercizi distribuiti nel Paese, al secondo posto anche nella classifica dei guadagni derivati dalla vendita di farmaci da prescrizione, reagisce ai rumors (ma anche alle evidenze, come la richiesta di licenze in una dozzina di stati dell’Unione) che danno per imminente lo sbarco di Amazon nel mercato dei farmaci su ricetta.

Cvs ha infatti annunciato che, a partire dal prossimo anno, sarà in grado di garantire ai propri clienti la consegna dei farmaci “sulla porta di casa” in 24 ore su tutto il territorio nazionale e, in alcuni mercati urbani, addirittura nello stesso giorno dell’ordine. Un programma per “testare” il servizio, secondo quanto scrive la stampa statunitense, partirebbe già il prossimo 4 dicembre a Manhattan.
A rivelarlo, nel corso di una conference call con gli analisti finanziari sulle performance economico-finanziarie di Cvs, è stato lo stesso C&O dell’azienda, Larry Merlo.

L’annuncio – secondo gli analisti finanziari – costituirebbe una risposta difensiva alle “grandi manovre” di Amazon, che hanno prodotto inevitabili ripercussioni sul mercato azionario, con la perdita di valore delle azioni Cvs, ma anche di quelle di WBA  e di altre importanti società che operano nel mercato dei farmaci, come McKesson, Cardinal Health e AmerisourceBergen, principali realtà della distribuzione farmaceutica USA.
Comprensibile la preoccupazione degli investitori: Amazon, che ha già dimostrato di cambiare in profondità le dinamiche del business di altri mercati (l’ultimo caso è quello dei prodotti alimentari, grazie all’acquisizione di Whole Foods), potrebbe fare lo stesso entrando a piedi uniti – anche con la vendita di prodotti a marchio – in quello dei farmaci.

Merlo, tuttavia, ha dichiarato durante il confronto con gli analisti finanziari che Cvs è tutt’altro che restio a considerare Amazon più un potenziale alleato che una minaccia. “Mai chiudere la porta a qualsiasi tipo di partnership” ha infatti risposto l’AD di Cvs alla domanda su un’eventuale collaborazione con il gigante di Jeff Bezos.
Cvs sembra inoltre avere piena consapevolezza del fatto che il panorama sanitario sta cambiando rapidamente e che è quindi necessario adeguarsi. Al riguardo, la stampa USA riferisce voci relative alla possibilità che la catena si farmacie acquisti l’assicurazione sanitaria Aetna. Sul tavolo, secondo le indiscrezioni registrate dai giornali, ci sarebbe un’offerta da 66 miliardi di dollari, che – se accettata – permetterebbe alla catena di farmacie di negoziare da posizioni di maggiore forza i prezzi dei farmaci con le aziende che li producono.
Su questa strada, peraltro, aveva già cominciato a muoversi anche la stessa Walgreens, che lo scorso anno ha stretto un’alleanza strategica a lungo termine con Prime Therapeutics, che gestisce l’assistenza farmaceutica  per 14 piani di salute della Blue Cross Blue Shield, federazione nazionale di 39 fornitori di assicurazione sanitaria indipendenti operanti in tutti gli USA.
Merlo, tuttavia, nel corso della conference call con gli analisti finanziari non ha affrontato il tema dell’eventuale acquisizione di Aetna. Ma se le voci avessero fondamento – e se un accordo con Aetna fosse stato davvero chiuso e superasse il vaglio delle autorità antitrust  – Cvs porrebbe premesse molto serie per diventare un gigante che, fondendo retail farmaceutico e programmi assicurativi,  potrebbe evitare di finire “amazoned”, ovvero “amazonizato”, neologismo con il quale i giornali USA indicano le aziende spazzate via dall’apparentemente inarrestabile marcia di conquista dei mercati del colosso mondiale dell’e-commerce.

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