D’Avella (Sunifar): “Pensioni, anche quello  del farmacista rurale  è un lavoro usurante”

D’Avella (Sunifar): “Pensioni, anche quello del farmacista rurale è un lavoro usurante”

Roma, 8 novembre – La questione previdenziale, nervo scoperto dei conti pubblici nazionali, monopolizza gran parte del dibattito politico di queste settimane, soprattutto in relazione allo spostamento in avanti della soglia di età per la pensione, fino alla fatidica soglia dei 67 anni prevista dagli automatismi della Legge Fornero.

Prospettiva che incontra, a livello politico, resistenze trasversali, opposte da esponenti di tutti gli schieramenti politici, che hanno finito per tradursi nella richiesta di misure correttive da inserire già nella Legge di bilancio 2018 all’esame di Palazzo Madama, finalizzate in particolare a rinunciare o perlomeno attenuare l’applicazione degli automatismi, almeno per quelle categorie di lavoratori che svolgono  lavori usuranti. Un obiettivo che, pur se largamente condiviso, sta sollevando polemiche dai toni sempre più aspri,  soprattutto in relazione a quante e quali possano o debbano essere le categorie di lavoratori da “agevolare”.

Tra le quali, secondo Pasquale D’Avella (nella foto), vicepresidente di Sunifar, il sindacato nazionale delle farmacie  rurali, debbono essere inseriti anche i farmacisti rurali, al pari di altre categorie della sanità, come ad esempio gli infermieri. “È un’opportunità che deve certamente essere considerata” spiega D’Avvella “perché il  farmacista rurale si trova spesso a dover sostenere massacranti giornate di turno che si ripetono anche sessanta volte nell’arco dell’anno”.

E, fa rilevare il vicepresidente Sunifar, “il turno in una farmacia rurale è molto più che impegnativo, perché il professionista è messo a dura prova nella resistenza fisica e psichica, visto che deve confrontarsi ripetutamente con situazioni complesse, assicurando sempre la migliore risposta possibile con la massima tempestività, senza mai abbassare la soglia della , responsabilità e del massimo equilibrio nelle decisioni”.

La proposta costituirà uno dei temi di discussione del confronto sul futuro previdenziale della categoria che il sindacato dei titolari ha già aperto al suo interno, nella prospettiva di una necessaria riforma dell’Enpaf.

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