Francia, si torna a discutere di deregolamentare la farmacia

Francia, si torna a discutere di deregolamentare la farmacia

Roma, 13 novembre – Torna a profilarsi in Francia lo spettro di misure di liberalizzazione del servizio farmaceutico, con la possibilità di vendere i farmaci senza prescrizione anche al di fuori delle farmacie (alle quali sono oggi riservati in esclusiva) e con l’abolizione del quorum.

A riferirne, con un articolo pubblicato venerdì scorso, è stato il giornale di settore Le Quotidien du Pharmacien, facendo riferimento a un disegno di legge vecchio di tre anni, “Croissance et pouvoir d’achat”  (di iniziativa del ministro dell’Economia del tempo Arnaud Montebourg), ma anche ad altri importanti documenti succedutisi negli anni, come il Rapporto Richard Ferrand (anch’esso del 2014) sula riforma delle professioni regolamentate (che per le faramcie prevede, tra le altre misure, l’apertura della proprietà alle società di capitale) e il Rapporto Attali del 2008, firmato da una commissione di esperti francesi e internazionali (tra i quali era presente anche Mario Monti) e diventato celebre anche in Italia – dove attirò anche l’attenzione del Senato.

Nel Rapporto Attali era appunto contenuta, tra le altre indicazioni finalizzate alla crescita dell’economia francese, quella di procedere alla  deregolamentazione delle farmacie. Non sarà però inutile ricordare che la misura – insieme alla eliminazione dei dipartimenti e alla  soppressione del principio di precauzione – fu una delle uniche tre alle quali si oppose fin da subito il presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, che per il resto aveva accolto con estremo favore il rapporto.
Il documento elaborato dalla Commissione coordinata da Jacques Attali (nella foto con il presidente Sarkozy all’Eliseo, al momento della consegna del suo rapporto nel gennaio 2008) raccomandava, nel dettaglio, il superamento delle norme attuali, che richiedono un quorum per le aperture e trasferimenti di farmacie di 2.500 abitanti (3500 per territori come l’Alsazia e la Mosella), fissando poi nell’incremento di  4500 abitanti il paletto per le successive aperture (due farmacie a 7000 abitanti, insomma, e via di seguito).

Anche per la ricordata opposizione di Sarkozy – oltre che per la decisa protesta della categoria – le misure suggerite dal Rapporto Attali rimasero sulla carta. Ma, evidentemente, non sono state dimenticate né sono passate di moda e oggi tornano a emergere nelle discussioni sulle scelte di politica economica da assumere per assicurare un maggiore impulso alla crescita del Paese.

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