Manovra, parte domani l’esame in Commissione Bilancio alla Camera

Manovra, parte domani l’esame in Commissione Bilancio alla Camera

Roma, 4 dicembre – Dopo il voto favorevole (con fiducia)  del Senato  di giovedì scorso, il testo della legge di bilancio 2018 approda domani a Montecitorio in Commissione Bilancio, dove resterà un paio di settimane, fino all’approdo in Aula previsto per  martedì 19 dicembre.

L’Ufficio di presidenza della Commissione Bilancio si è già “portato avanti con i lavori”, avendo già fissato la road map del provvedimento  per i prossimi giorni. Secondo le anticipazioni di LabParlamento, domani partirà appunto la discussione generale in Commissione, che proseguirà con l’esame del provvedimento nei due giorni seguenti (il 6 e il 7 dicembre). La scadenza per la presentazione degli emendamenti è fissata alle ore 15 di giovedì  7 dicembre.

Lunedi 11 sarà la giornata dedicata alle inammissibilità e ai ricorsi. Martedì 12 a mezzogiorno  scadrà invece il termine per le segnalazioni degli emendamenti da parte dei Gruppi parlamentari.

Da mercoledì 13 inizieranno le votazioni. Domenica 17 in tarda serata è fissato il momento in cui sarà affidato il mandato al relatore (sempre che non sorgano problemi interni alla maggioranza).

Il 19 dicembre, infine, come già anticipato, è previsto l’avvio della discussione generale in Aula. Tempi contingentati, insomma, ma che potrebbero e dovrebbero essere sufficienti per “portare a casa” la manovra entro la fine dell’anno.

Nella sua riunione di qualche giorno fa, l’Ufficio di presidenza della Commissione ha deciso di consentire ai Gruppi di segnalare fino a 820 emendamenti. 430 potranno essere indicarti l’opposizione, così suddivisi: 96 M5S, 71 Forza Italia, 59 Mdp, 38 Sinistra italiana, 37 Scelta civica, 41 Lega Nord e 33 FdI. Al Misto le residue possibilità di segnalazione.

Le ulteriori 390 segnalazioni saranno riservate alla maggioranza: 233 al Pd, 47 a Democrazia solidale, 54 ad Ap.

La suddivisione viene interpretata dagli addetti ai lavori come un segnale certo di interventi correttivi sul testo, che imporranno un nuovo  passaggio della manovra a Palazzo Madama, prima della pausa per le festività natalizie. Fino a Natale, insomma, il percorso del provvedimento sembra essere delineato con chiarezza, mentre è meno chiaro cosa accadrà subito dopo la festività. Quel che è certo è che se si dovesse davvero andare a votare il 18 marzo 2018 (come ipotizza la maggior parte degli osservatori e lasciano ampiamente intendere gli stessi rappresentanti dei diversi schieramenti politici), al massimo ai primi di gennaio si dovranno sciogliere le Camere e convocare le elezioni, seguendo i tempi e i modi indicati dalla nuova legge elettorale. Il che significa una cosa sola: l’approvazione definitiva della manovra entro S. Silvestro.

La legge di bilancio, come ampiamente riferito nei giorni scorsi, contiene anche la norma che impone alle società di capitali, le società cooperative a responsabilità limitata e le società di persone proprietarie di farmacie private, con capitale maggioritario di soci non farmacisti, di versare all’Enpaf un contributo pari allo 0,5% sul fatturato netto iva. Il contributo dovrà essere versato all’ente previdenziale annualmente,  entro il 30 settembre dell’anno successivo alla chiusura dell’esercizio.

Sempre in materia di farmaci, la manovra interviene anche sul payback farmaceutico, disponendo che entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge l’Aifa adotti la determina avente ad oggetto il ripiano dell’eventuale superamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale e del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera per l’anno 2016 a carico delle aziende farmaceutiche.
Entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge l’Aifa dovrà anche concludere le transazioni con le aziende farmaceutiche relative ai contenziosi relativi al ripiano della spesa territoriale e ospedaliera per gli anni 2013, 2014 e 2015, ancora pendenti al 31 dicembre 2017.
Un’altra norma prevede che ai fini di un più efficiente utilizzo delle risorse e di una migliore organizzazione del Ssn, il Ministero della salute, di concerto con il Mef, avvierà per il triennio 2018-2020 in via sperimentale e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica un monitoraggio degli effetti dell’utilizzo dei farmaci innovativi e innovativi oncologici sul costo del percorso terapeutico-assistenziale complessivo. I suoi esiti saranno funzionali alla migliore allocazione delle risorse programmate per il Ssn, ricomprendendo anche la valutazione della congruità dei fondi per i farmaci innovativi e per i farmaci innovativi oncologici.

A proposito dei calendari parlamentari, va segnalato che sempre domani, ma questa volta a Palazzo Madama, verrà ufficialmente incardinato in Commissione Igiene e sanità il Ddl Lorenzin sulla riforma delle professioni sanitarie e le sperimentazioni cliniche, che sarà all’ordine del giorno anche nelle sedute di mercoledì 6 e giovedì 7. Sul provvedimento pesa il deciso “niet” espresso dalle federazioni professionali di medici, farmacisti e veterinari, ribadito anche nel corso di un’audizione informale tenutasi nei giorni scorsi davanti alla stessa Commissione Sanità.

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