Farmacie abusive sul web, la GdF torna  con una nota sull’oscuramento di 128 siti

Farmacie abusive sul web, la GdF torna con una nota sull’oscuramento di 128 siti

Roma, 5 dicembre – La Guardia di Finanza, con una nota diffusa ieri, è tornata sulla recente operazione (della quale RIFday ha già ampiamente riferito lo scorso 30 novembre) che ha portato all’oscuramento di 128 siti web con server in Usa, Gran Bretagna, Russia, Ucraina e Malesia che vendevano illegalmente farmaci da prescrizione.

I siti, individuati dal  Nucleo speciale Frodi tecnologiche delle Fiamme Gialle, unità specializzata nelle investigazioni tecnologiche, effettuavano operazioni commerciali anche in Italia, vendendo medicinali online soggetti a prescrizione medica.

Vere e proprie farmacie “abusive” on line, dunque, che commercializzavano medicinali di tutti i tipi: più di cinquanta siti, dettaglia la nota della GdF,  vendevano farmaci contro le disfunzioni erettili come il Viagra, una quarantina erano “specializzati” nella vendita di anabolizzanti, e altri promuovevano addirittura la vendita di farmaci eutanasici (Nembutal, Barbital) o contenenti sostanze oppiacee (Fentanil, Bromadol, Roxicodone). L’analisi delle vetrine virtuali passate al setaccio dalle Fiamme Gialle ha permesso anche di riscontrare, in alcuni casi, la possibilità di effettuare pagamenti in Bitcoin.

L’operazione del Nucleo speciale – che si inserisce nella più ampia azione di monitoraggio che la Guardia di Finanza svolge a margine del Progetto Pangea di Interpol, effettuata con il coordinamento del procuratore aggiunto Nunzia D’Elia della Procura di Roma – ha portato alla luce reati punibili con la reclusione da sei mesi a due anni.

I siti web sono stati sottoposti a sequestro preventivo dalla Procura della Repubblica di Roma, bloccando così la vendita. L’acquisto di medicinali al di fuori dei circuiti ufficiali “pone a serio rischio la salute” di chi li utilizza, ricorda la nota della Guardia di Finanza, “poiché non sono certificati dalle strutture sanitarie” e possono risultare “alterati o modificati rispetto agli originali, oppure contenenti percentuali di principio attivo non autorizzate nel nostro Paese”.

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