Cannabis, le linee di indirizzo del documento Sifo-Sifap

Cannabis, le linee di indirizzo del documento Sifo-Sifap

Roma, 27 dicembre – Concorrere a dissipare i dubbi che ancora persistono, nonostante i due anni già passati dalla sua pubblicazione, sulle indicazioni del decreto ministeriale 9 novembre 2015, che ha concesso l’erogabilità a carico del Ssn della cannabis per uso medico, decreto poi recepito a livello regionale in tempi e modi diversi.

Questo l’obiettivo dichiarato – da ultimo in una nota sul sito istituzionale della società a firma della responsabile di Sifo Umbria Silvia Di Marco (nella foto) – del percorso formativo/informativo intrapreso dalla Società di farmacia ospedaliera in collaborazione con la Sifatp, la Società dei farmacisti preparatori, con il supporto di tutti gli interlocutori coinvolti nella gestione della cannabis: ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, specialisti e Mmg.

Un percorso, spiega Di Marco “iniziato con il convegno del 15 settembre 2017 a Spoleto e proseguito poi con la sessione parallela al XXXVIII Congresso Sifo ”Cannabis per uso medico: la parola ai professionisti”.

Un primo risultato di questo impegno è il documento Linee di indirizzo per l’utilizzo dei medicinali a base di cannabinoidi a carico del Ssr, redatto in collaborazione da Sifo e Sifap (una versione cartacea è stata distribuita in occasione del Congresso Sifo di Roma): oltre a restituire una fotografia della situazione nazionale, il lavoro esplora ogni fase della gestione della cannabis, secondo la normativa vigente, per poi avanzare alcune proposte di miglioramento, al fine di uniformare e ottimizzare l’impiego terapeutico della sostanza.

Il documento – spiega ancora Di Marco –  ribadisce la necessità di un lavoro rapido, continuo e condiviso tra i diversi professionisti coinvolti, al fine di avere evidenze (e non più ”studi con risultati di qualità scarsa e moderata”, come annota lo stesso decreto ministeriale) in merito all’effettivo rischio/beneficio dell’impiego della cannabis per le patologie indicate, alle reazioni avverse/interazione con altri farmaci, alla standardizzazione dei dosaggi, alla stabilità/biodisponibilità dei principi attivi nelle diverse preparazioni magistrali, oltre alla valutazione di quale potrebbe essere la migliore forma farmaceutica che ne impedisca l’eventuale uso improprio. Un work in progress, quindi, suscettibile di ulteriori miglioramenti e sviluppi che saranno ancora oggetto dell’impegno di Sifo e Sifap.

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