Paracetamolo, uno studio danese getta ombre sull’uso in gravidanza

Paracetamolo, uno studio danese getta ombre sull’uso in gravidanza

 

Roma, 8 gennaio – Uno studio getta ombre sul paracetamolo, farmaco antidolorifico e antinfiammatorio di libera vendita comunemente assunto, in particolare nella  stagione influenzale, anche dalle donne in gravidanza. Secondo un lavoro danese, che analizza alcuni studi condotti solo su animali e del quale riferisce un lancio Adn Kronos, l’assunzione di paracetamolo durante la gravidanza potrebbe compromettere la futura fertilità della prole femminile. La ricerca è pubblicata su Endocrine Connections.
L’articolo esamina tre distinti studi sui roditori che riportano uno sviluppo alterato nei sistemi riproduttivi delle topoline nate da madri trattate con paracetamolo durante la gravidanza. Alterazioni che potrebbero compromettere la fertilità di questi animali nell’età adulta.
I ricercatori – David Kristensen e i suoi colleghi dell’Ospedale universitario di Copenaghen -esaminano i risultati di tre singoli studi sui roditori. In questi lavori, gli animali trattati con paracetamolo durante la gravidanza, a dosi equivalenti a quelle che una donna incinta può assumere per alleviare il dolore, hanno prodotto una prole con un numero inferiore di ovuli.
Anche se questo potrebbe non essere un grave danno alla fertilità”  commenta Kristensen “è comunque motivo di preoccupazione il fatto che i dati di tre diversi laboratori hanno scoperto indipendentemente che il paracetamolo può interrompere lo sviluppo riproduttivo femminile in questo modo” negli animali. “Sono necessarie ulteriori indagini per stabilire” se e come questo potrebbe influire “sulla fertilità umana“.
Come scienziati” conclude il ricercatore danese “non siamo nella posizione di formulare raccomandazioni mediche e invitiamo le donne in uno stato di sofferenza a consultare il medico di famiglia, il ginecologo o il farmacista per un consiglio professionale“.

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