USA, allarme per l’antidiarroico usato come “metadone dei poveri”

USA, allarme per l’antidiarroico usato come “metadone dei poveri”

Roma, 13 febbraio – L’allarme arriva dalla Fda, l’agenzia regolatoria statunitense, che ha chiesto ai produttori di trattamenti anti-diarrea da banco a base di loperamide di intervenire sulle confezioni dei loro prodotti, riducendo la quantità delle pillole contenute a un massimo di otto. Ciò nel tentativo di frenare l’abuso che si registra da parte di persone con dipendenze da droghe.

Il commissario Fda Scott Gottlieb, in una recente dichiarazione, ha spiegato che l’agenzia sta assumendo queste iniziative a causa delle crescenti preoccupazioni che l’abuso di farmaci a base di loperamide (il più noto è Imodium) possa aumentare negli USA il numero, già epidemico, delle vittime dall’uso eccessivo di oppioidi.

Loperamide, dopo la scoperta che, se assunto in grandi quantità,  può alleviare i sintomi di astinenza per sostanze come l’idrocodone, la morfina o l’eroina, è diventato una sorta di “metadone dei poveri” (questa la definizione coniata negli USA). Il problema è che, se assunto in quantità eccessiva, il farmaco può causare pericolosi scompensi nel battito cardiaco e altri effetti collaterali che, ha avvertito la Fda, potrebbero portare anche alla morte.Purtroppo, però, sono sempre di più le persone con problemi di dipendenza che ripiegano sul loperamide, soprattutto da quando negli  USA gli oppioidi da prescrizione sono diventano più difficili da ottenere a causa di cambiamenti legislativi e normativi.

Da qui la richiesta di Fda di intervenire sulle confezioni del farmaco: le pillole di loperamide, contengono in genere  2 mg di principio attivo e la dose massima giornaliera consigliata è fissata a 16 mg, cioè otto pillole. Trattandosi di un farmaco da banco, quindi facilmente acquistabile, l’agenzia regolatoria americana  suggerisce appunto di realizzare confezioni con un massimo di otto pillole, misura che peraltro non esclude che se ne possano acquistare più confezioni, in altre farmacie o anche on line,

Quello della Fda, insomma, è un “buon primo passo”, come ha commentato William Eggleston, professore alla School of Pharmacy and Pharmaceutical Sciences della Binghamton University e autore di uno studio sugli abusi di loperamide già segnalato dal nostro giornale, ma con ogni probabilità del tutto insufficiente. Se l’abuso  di loperamide dovesse continuare ad essere un problema, secondo Eggleston, le autorità dovrebbero prendere in considerazione misure più stringenti, come la possibilità di riclassificare il farmaco, oggi di libera vendita.

Il farmacologo, al riguardo, cita il precedente dei prodotti contenenti pseudoefedrina, che possono essere utilizzati per produrre metanfetamina. Il Congresso approvò una legge, più di un decennio fa, per riportare il farmaco dietro il banco e imporre altre restrizioni.

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