Liguria, passa (in sordina) il taglio a dotazioni gratuite dei farmaci post-dimissione ospedaliera

Liguria, passa (in sordina) il taglio a dotazioni gratuite dei farmaci post-dimissione ospedaliera

Roma, 23 febbraio – Giro di vite in Liguria sui farmaci forniti ai pazienti al momento della dismissione dagli ospedali: a partire dal prossimo 1° marzo, per “ridurre gli sprechi e uniformare le procedure in tutti gli ospedali liguri”, come spiega Walter Locatelli, commissario straordinario  di Alisa, l’Azienda ligure sanitaria, cambieranno le norme che, fino a oggi, hanno consentito la consegna gratuita ai pazienti, al termine del ricovero, di due o più confezioni (in base al numero delle compresse o delle fiale) in grado di assicurare fino a un massimo di 60 giorni di terapia (due settimane in caso di antibiotici monodose). Dopodiché, per  un eventuale secondo ciclo di terapia, il paziente doveva andare dal medico di famiglia, farsi prescrivere le medicine e andare quindi in farmacia a ritirarle, pagando il ticket se non è esente per reddito o per patologia cronica.

Le regole (ma c’è chi li chiama più sbrigativamente tagli) che entreranno in vigore tra una settimana prevedono invece di garantire soltanto il fabbisogno necessario a soddisfare il primo ciclo di terapia, costituito da una confezione pari a non più di trenta giorni di terapia e in caso di farmaci monodose al numero di pezzi necessario a garantire non più di 7 giorni di terapia.

A precisarlo, riferiscono i quotidiani locali, è il direttore sanitario della Asl 3 genovese Paolo Cavagnaro, in una lettera inviata alle direzioni di tutti gli ospedali genovesi. Le cronache locali non mancano però di sottolineare anche che la novità (comprensibilmente indigesta per i cittadini) non è stata adeguatamente pubblicizzate dalla Regione.

La prima a protestare per il “silenziamento” di quella che è in ogni caso una stretta è stata  la coordinatrice ligure del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva, Rita Hervatin: “Sono preoccupata per i disagi a cui andranno incontro i malati dimessi dagli ospedali che saranno costretti ad andare, in anticipo, a farsi prescrivere le medicine e poi ad acquistarle in farmacia” ha dichiarato Hervati a Il Secolo XIX. “Non posso fare a meno di richiamare il presidente Giovanni Toti e l’assessore Sonia Viale (nella foto) a un maggior coinvolgimento, nei processi decisionali, delle associazioni di tutela dei malati, nonché alla sempre proclamata ma quasi mai praticata trasparenza nell’azione amministrativa e gestionale”.

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