Rinnovo Ccnl farmacie, ieri incontro interlocutorio, appuntamento al 24 aprile

Rinnovo Ccnl farmacie, ieri incontro interlocutorio, appuntamento al 24 aprile

Roma, 6  marzo – Flessibilità, formazione, welfare aziendale e produttività. Restano questi i principali nodi da sciogliere nelle laboriose trattative in corso tra organizzazioni sindacali dei lavoratori e Federfarma per il rinnovo del Ccnl delle farmacie private.

Ieri, nella sede romana del sindacato dei titolari, si è tenuto un nuovo incontro delle due delegazioni, esclusivamente finalizzato – secondo quanto riferisce a Filodiretto il coordinatore della delegazione di Federfarma Giuseppe Palaggi (nella foto)  a “un lavoro di pulizia del testo per togliere le parti obsolete e inserire le nuove normative”.

Un incontro di natura esclusivamente  tecnica, insomma, con il rinvio al confronto di merito sui contenuti più controversi della trattativa al prossimo 24 aprile, ovvero tra un mese e mezzo circa. Un intervallo più lungo di quanto le parti avrebbero voluto, ma reso necessario dal fitto calendario di impegni (anche di tipo congressuale) che attendono nelle prossime settimane le sigle sindacali.

“L’impegno preso dalle parti” ha comunque assicurato il rappresentante dei titolari “è quello di approfondire ognuno per la sua parte le questioni messe sul Tavolo”.

In un colloquio con il nostro giornale, Palaggi esprime comunque un giudizio positivo sul clima che accompagna le trattative. “A nessuno sfugge che le variabili e gli aspetti da considerare sono molti e tutti di non semplice soluzione” spiega il capo della delegazione Federfarma al tavolo delle trattative “ma ritengo di poter dire che tanto noi quanto i sindacati li stiamo affrontando con un approccio costruttivo, nella ricerca di soluzione condivise che, oltre ad essere soddisfacenti per la parte sindacale e quella datoriale,  lo siano anche se non soprattutto per il sistema farmacia, dalla cui salute entrambe le parti peraltro dipendono”.

“Quel che voglio dire” chiarisce Palaggi “è che il rinnovo di questo contratto richiede un approccio nuovo e diverso rispetto al passato, proprio in termini di visione complessiva: le soluzioni ai singoli aspetti contrattuali vanno infatti trovate, a mio giudizio, guardando anche se non soprattutto alla necessità di rinsaldare le componenti professionali che interagiscono in farmacia, titolari e collaboratori. Perché è proprio da questa saldatura che dipendono buona parte delle sorti delle farmacie, che dovranno essere esercizi sempre più forti, competenti, qualificati e coesi al loro interno, condizione indispensabile per reggere il confronto nello scenario di mercato sempre più competitivo che si va profilando, anche per gli effetti dell’impatto della legge sulla concorrenza”.

Una questione di “filosofia” e dunque di atteggiamento, che per Palaggi debbono essere nuovi rispetto al passato: “Ho molte ragioni per ritenere che questo salto di qualità sia indispensabile per trovare le soluzioni concrete che andiamo cercando anche negli snodi più problematici” spiega il rappresentante di Federfarma. “Penso alla formazione, solo per fare un esempio, questione assolutamente cruciale per arrivare alla ‘saldatura’ delle componenti professionali della farmacia cui facevo cenno, che ritengo possa essere affrontata con successo ragionando insieme e rafforzando nelle corrette direzioni l’ente bilaterale. Ma lo stesso discorso vale anche per i temi della flessibilità e della produttività, altrettanto decisivi. Per la produttività, ad esempio, sono convinto che – partendo da una visione di sistema – sia assolutamente possibile arrivare all’individuazione di soluzioni di tipo win-win, correlando un sistema premiale al raggiungimento di alcuni parametri frutto di una definizione condivisa”.

“Sono consapevole delle difficoltà ma fiducioso” conclude Palaggi. “Voglio anche ripetere, però, che per portare a dama il nuovo Ccnl è necessario che tutti ci sforziamo di uscire dalla comfort zone delle abitudini e degli approcci contrattuali consolidati e, mi verrebbe da dire, ‘vecchio stile’, incardinati sulla dinamica della contrapposizione degli interessi. Serve invece, e lo ribadisco, una nuova filosofia, che porti a considerare il nuovo contratto come un tassello fondamentale per il rafforzamento e lo sviluppo della farmacia come sistema. Al di fuori di questa prospettiva, non ci vuole molto a capirlo, perderemmo tutti, e forse definitivamente”.

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