Olanda, firmato il contratto per costruire sede Ema. L’esperto: “Diritto comunitario violato”

Olanda, firmato il contratto per costruire sede Ema. L’esperto: “Diritto comunitario violato”

Roma, 12 marzo – Il governo olandese ha firmato il contratto per la costruzione della nuova sede dell’Agenzia europea del farmaco (Ema).

A siglare l’intesa è stato, secondo quanto riporta un lancio dell’Ansa, il viceministro dell’Interno Raymond Knops.  La costruzione del nuovo edificio è stata affidata alla società Dura Vermeer che, per 255 milioni di euro, si è impegnata anche a garantirne la manutenzione per 20 anni.
La nuova sede, in base al contratto, dovrà essere pronta entro la metà di novembre 2019.

Non è detto, però, che la firma del contratto tra governo olandese e costruttori metta la parola fine alla vicenda della sede Ema. La scelta di Amsterdam, infatti, secondo il parere du Takis Tridimas, direttore del Centro di Diritto europeo al King’s College di Londra e docente della stessa materia al College of Europe di Bruges, “è in contrasto con le prerogative del Parlamento europeo in quanto co-legislatore nel contesto della procedura legislativa ordinaria”. E non è tutto:  a giudizio di Tridimas, la procedura seguita per la selezione del nuovo quartier generale dell’Agenzia europea del farmaco “è in violazione della normativa dell’Ue”.
Il parere di Tridimas è stato sollecitato dal gruppo di soggetti pubblici e privati che sostenevano la candidatura di Milano, in accordo con il Comune di Milano e con il governo italiano.  Si tratta di Confindustria, Federchimica, Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi, Assolombarda, Fondazione Milano Expo 2015 e Federalimentare, che – informa un lancio di AdnKronos –  “hanno ritenuto opportuno ottenere un parere legale, da un esperto illustre e indipendente, sulla legittimità della procedura” seguita per identificare la nuova sede dell’Agenzia.

Sui nuovi avvenimenti si è intanto espresso il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha affermato di non essere rimasto sorpreso dalla firma del contrato per la costruzione della nuova sede di Amsterdam: “Era una cosa attesa, al loro posto avrei fatto lo stesso, cercando di accelerare”  ha dichiarato il sindaco, commentando positivamente l’unificazione dei ricorsi italiani presso la Corte Ue annunciata nei giorni scorsi, a suo giudizio un segnale che  indica che “c’è ancora spazio” per la speranza.

“Non ho mai detto che avessimo tante possibilità” ha ribadito  Sala “ma bisogna andare avanti”.

Questa settimana, intanto, sono in agenda appuntamenti importanti, a partire da oggi: a Strasburgo la Commissione Ambiente del Parlamento europeo voterà infatti la proposta di regolamento presentata dall’esecutivo Ue per sancire il trasloco da Londra ad Amsterdam. La stessa proposta sarà poi sottoposta al voto dell’Aula mercoledì 14 marzo.

Constatata l’impossibilità di trovare una maggioranza per bocciare la proposta, il relatore del provvedimento, l’italiano Giovanni La Via (Ppe), spera che vengano approvati degli emendamenti di compromesso, che pur approvando la scelta di Amsterdam pongano una serie di paletti e di pregiudiziali, evidenziando i rischi connessi a una tale decisione, con l’obiettivo di riaprire la partita portandola nel campo del cosiddetto “trilogo’’ interistituzionale.

In questo caso, Consiglio, Commissione e Parlamento europei saranno costretti a confrontarsi e negoziare per trovare un accordo sul testo finale del regolamento. Il Parlamento, in questo modo, avrebbe l’occasione  per sancire il suo ruolo di co-legislatore nelle decisioni sulle sedi di istituzioni e agenzie Ue, circostanza che offrirebbe all’Italia una chance in più per far valere le sue ragioni.

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