Ema, Amsterdam incassa un altro sì, domani il voto dell’Europarlamento

Ema, Amsterdam incassa un altro sì, domani il voto dell’Europarlamento

Roma, 13 marzo – Il trasferimento della sede Ema ad Amsterdam ha incassato ieri un altro, importante sì da parte della Commissione Ambiente dell’Europarlamento, che ha espresso parere favorevole con la sola condizione  che la Commissione si faccia carico di relazionare ogni tre mesi sullo stato di avanzamento dei lavori del nuovo edificio che ospiterà l’Agenzia e su quelli di adeguamento della sede temporanea.

La questione passa ora a Strasburgo, dove il Parlamento la valuterà e voterà domani in seduta plenaria. Se l’esito del voto fosse in linea con quello espresso ieri dalla Commissione Ambiente, la controversa partita dell’assegnazione della sede Ema sarà praticamente chiusa e a Milano non resterà che confidare nei ricorsi presentati alla Corte di Giustizia Ue.

Quasi unanime il voto espresso ieri, con 50 votanti su 57 che hanno in buona sostanza ratificato (come era peraltro nelle previsioni) la scelta di Amsterdam. Ma resta uno spiraglio: ci sono infatti significative differenze tra il testo della ratifica uscita dal Parlamento europeo e quello a suo tempo approvato dal Consiglio europeo. E, in questi casi, diventa inevitabile avviare la cosiddetta procedura del “trilogo”, che prevede una “concertazione” tra i due co-legislatori europei, alla presenza della Commissione Ue nelle vesti di arbitro tecnico. Non si tratta di un mero passaggio tecnico, ma di una vera e propria mediazione tra posizioni  che (soprattutto dopo che una valutazione più attenta del dossier olandese ne ha evidenziato le lacune e le molte zone d’ombra)  sono tutt’altro che coincidenti.

La previsione è che domani Strasburgo non potrà fare altro che confermare la decisione di ieri della Commissione Ambiente, alla quale però farà seguito in tempi brevi l’incontro del “trilogo”. Dove il Parlamento europeo – questo l’obiettivo ribadito da Giovanni La Via (Ppe, nella foto), esponente di punta dello schieramento favorevole a riaprire i giochi sulla scelta della nuova sede Ema – è deciso a ottenere un documento finale che sancisca che, su questi temi, non potrà mai più accadere che la decisione sia presa da uno soltanto dei due co-legislatori. Quasi certo, però, che anche laddove questo risultato venisse conseguito, non ci saranno ripercussioni sul caso in discussione, ma solo un’indicazione vincolante per il futuro.

Ciò non di meno, si tratterebbe di un passaggio comunque molto importante, che concorrerebbe a una più precisa definizione dei profili di legittimità della vicenda, sulla quale pendono, come è noto, i ricorsi avanzati dal Governo italiano e dal Comune di Milano, intervenuti davanti alla Corte di Giustizia per chiedere l’annullamento della decisione del Consiglio Ue.

Va registrata, al riguardo, la decisione del mondo delle imprese di intervenire a sostegno dei ricorsi avanzati dal Comune di Milano. La Camera di Commercio e le associazioni di rappresentanza del mondo imprenditoriale hanno infatti chiesto di intervenire in entrambe le cause promosse da Palazzo Marino: quella principale, finalizzata a chiedere l’annullamento della decisione del Consiglio dell’Unione europea, e quella d’urgenza, diretta a chiederne la sospensione.

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