Iss: “Vaccini, obiettivo raggiunto: coperture sopra la soglia del 95%”

Iss: “Vaccini, obiettivo raggiunto: coperture sopra la soglia del 95%”

Roma, 13 marzo – Al netto di ogni polemica, quel che rileva e resta, alla fine, sono i risultati. E questi dicono che la controversa legge sull’obbligo vaccinale ha raggiunto gli obiettivi che si prefiggeva. Ad affermarlo è stato ieri Giovanni Rezza,  direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss, comunicando che per il vaccino esavalente è stata superata la soglia del 95% dei bimbi vaccinati.

La soglia fatidica che permette l’immunità di gregge è stata raggiunta” ha detto Rezza “e per il morbillo abbiamo avuto una crescita di circa il 6%, quindi anche in questo caso ci avviciniamo a quel livello”.

I numeri dimostrano che “le vaccinazioni sono aumentate e proprio questo era l’obiettivo del decreto, non quello di punire i genitori inadempienti. Perché i vaccini sono innanzitutto un diritto” ha sottolineato Rezza, che in ogni caso ha voluto precisare che i dati forniti ieri “sono ancora preliminari e riguardano solo alcune Regioni, quelli complessivi e definitivi arriveranno fra circa un mese”. Appare in ogni caso confermato l’aumento delle vaccinazioni che ha permesso di raggiungere la soglia considerata di sicurezza.

Rezza ha anche fornito una veloce panoramica sulle situazioni di inadempienza all’obbligo vaccinale e delle relative sanzioni, affermando che sono grosso modo “uguali in tutte le Regioni”. Possono variare da Regione a Regione, semmai, “le procedure applicative per la verifiche delle documentazioni, ma non c’è stata una proroga delle scadenze dei termini a livello ministeriale”.

Al riguardo, lo stesso ministero della Salute ha voluto precisare  precisa che il termine del 10 marzo, scadenza ultima per adempiere all’obbligo previsto dalla legge, vale per tutte le Regioni, anche per quelle che hanno aderito alla procedura semplificata, come ribadito anche dall’ultima circolare Miur-ministero della Salute dello scorso 27 febbraio.

Per questo, nel caso non si sia adempiuto agli obblighi vaccinali entro il 10 marzo, è vietato l’accesso per asili nido e scuola infanzia (0-6 anni) sino a quando il minore non sarà vaccinato o non avrà regolarizzato la propria posizione vaccinale. Per i ragazzi della scuola dell’obbligo (6-16 anni) scatta la procedura che può portare a una sanzione pecuniaria da 100 a 500 euro. In ogni caso, i bambini (0-6 anni) saranno immediatamente riammessi a scuola nel momento in cui dimostrino di essere in regola.

Difficile, in ogni caso, quantificare il numero dei bambini in età scolare non in regola, che alcune stime effettuate sulla base della situazione preesistente all’entrata in vigore della legge sull’obbligo vaccinale hanno indicato in circa 30 mila in tutta Italia, più della metà dei quali presumibilmente figli di genitori no-vax, ideologicamente ostili alla vaccinazione.
Le cronache hanno però registrato qualche problema nell’ingresso nei nidi e nelle scuole materne per quei bambini non in regola con la documentazione vaccinale.

Un lancio dell’agenzia Ansa segnala quattro casi di bambini fino a sei anni che ieri mattina, a Milano, non sono potuti entrare negli asili nido e nelle scuole materne comunali perché sprovvisti della prescritta documentazione. Dal Comune hanno spiegato che i bimbi che risultano non in regola sono una decina ma 5-6 erano assenti da scuola già dalla fine della scorsa settimana, forse per l’influenza. Alcuni genitori si sono giustificati dicendo di non aver avuto tempo.

Altri quattro bambini non sono risultati in regola con i vaccini a Sulmona, costringendo la dirigente scolastica a rimandarli a casa, ordinando alle famiglie di mettersi in regola con le disposizioni di legge. Si tratterebbe di quattro casi differenti, due dei quali in via di risoluzione perché provocati da una semplice dimenticanza che sarà risolta già oggi. Gli altri due, invece, sono originati dal rifiuto dei genitori di vaccinare i figli.

Più rilevante il numero dei casi registrati in Sardegna, dove sarebbero alcune decine gli alunni della scuola dell’infanzia, bambini dai tre ai sei anni, rimandati a casa dal dirigente scolastico perché privi delle autorizzazioni Asl sui vaccini. Il dato arriva dal direttore scolastico provinciale di Cagliari, Luca Cancelliere, relativamente al sud Sardegna, città metropolitana, Sulcis Iglesiente e Medio Campidano.

L’adempimento dell’obbligo vaccinale come condizione per l’ingresso a scuola continua in ogni caso a far discutere. Sul fronte degli irriducibili è schierato il Codacons, che nella mattinata di ieri  ha presentato una diffida alle Asl di tutta Italia e un esposto a 104 Procure della Repubblica affinché siano pienamente tutelati i diritti delle famiglie e si evitino abusi sui dati sensibili dei minori.

Secondo l’intemerata associazione, che non esita ad affrontare le cause più spinose a tutela dei consumatori (memorabile, tra le moltissime altre, la denuncia all’Antitrust contro Corto Maltese, il celeberrimo personaggio dei fumetti creato da Hugo Pratt, spesso disegnato con la sigaretta in bocca e per questo denunciato per istigazione al fumo), nessun dato sensibile sui bambini non vaccinati può essere diffuso dalle Asl alle scuole o altri soggetti, e tutti i direttori delle aziende sanitarie che violeranno tale disposizione dovranno essere indagati per abuso di atti d’ufficio. Un evidente, estremo tentativo di boicottare una legge che Codacons proprio non ha digerito.

Di vaccini, intanto, si parlerà oggi a Roma, al Grand Hotel Parco dei Principi, in occasione del  Forum medico-scientifico Un check-up per l’Italia, che prevede appunto anche una tavola rotonda  sul tema La salute al primo posto: promozione, prevenzione e vaccini.

L’evento è organizzato dalla Fondazione Biagio Agnes, presieduta da Simona Agnes, con il patrocinio del ministero della Salute e della Regione Lazio e nasce dalla volontà di portare avanti l’impegno profuso da Biagio Agnes in campo medico con la realizzazione del format televisivo Check-Up, trasmissione di divulgazione medico scientifica che all’epoca riscosse molto successo diventando un appuntamento fisso nelle case degli italiani, grazie alla
capacità di coniugare il rigore dell’informazione con il linguaggio popolare. Aprirà il Forum Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità, e parteciperanno i massimi esperti in materia.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi