Federfarma e Fofi, incontro con le Regioni per promuovere il Progetto Adere

Federfarma e Fofi, incontro con le Regioni per promuovere il Progetto Adere

Roma, 21 marzo – Scongiurare ad ogni costo il rischio che la Toscana non sia compresa, già a partire dal 2018, nella lista delle Regioni ammesse alla sperimentazione per la remunerazione delle prestazioni e delle funzioni assistenziali erogati dalle farmacie nella prospettiva deilla farmacia dei servizi, così come  previsto dalla Legge di bilancio 2018. E, dunque, ottenere l’immediata correzione dello schema di decreto (pubblicato in anteprima dal nostro giornale il 5 marzo scorso) che, tra le nove Regioni individuate, non contempla appunto la Toscana.

Questo il primo e più importante risultato che Fofi e Federfarma sperano di portare a casa dall’incontro che hanno chiesto e ottenuto con la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Una sorta di audizione di fronte agli assessori regionali della sanità, nel corso della quale sarà illustrato il Progetto Adere, nato proprio nella Regione presieduta da Enrico Rossi. Si tratta, come è noto, del progetto di pharmaceutical care  finalizzato all’aderenza terapeutica avviato dalla Asl Toscana Sud Est, diretta da Enrico Desideri (nella foto)con la partecipazione di Assofarm, Federfarma e Fofi.

Un’iniziativa ambiziosa e articolata, di medio periodo (con una durata prevista di almeno un triennio), che attraverso un’integrazione sul territorio tra farmacie, medici di famiglia e infermieri si propone anche l’obiettivo di ricavare dati attendibili sui risparmi e i benefici di salute che possono essere prodotti dal monitoraggio dell’aderenza terapeutica nelle farmacie di comunità.

Un progetto importante, dunque, del quale le principali sigle di categoria intendono assicurare l’immediata fattibilità, garantendogli fin da subito l’accesso ai fondi (36 milioni per il triennio 2018-20) stanziati dalla Legge di bilancio per la sperimentazione della farmacia dei servizi.

Cosa possibile, appunto, soltanto modificando lo schema di decreto per inserire la Toscana al posto di una delle nove Regioni individuate (si tratta di Piemonte, Lazio e Puglia per l’intero triennio 2018- 20; Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia per gli anni 2019 e 2020 e, infine, Veneto, Umbria e Campania per l’anno 2020).

Il probabile  “ripescaggio” della Toscana nel primo gruppo delle Regioni ammesse alla sperimentazione della farmacia dei servizi (a spese del Lazio, che – in una sorta di piccolo effetto-domino – andrebbe a fare compagnia a Veneto e Campania nell’ultima terna, in sostituzione dell’Umbria come Regione del Centro) era stato in effetti ipotizzato da voci circolate tra gli addetti ai lavori subito dopo le anticipazioni di RIFday sullo schema di decreto.

Secondo quanto riferisce oggi la newsletter di Federfarma Lombardia F-Press,  Fofi e Federfarma starebbero per giocare anche un’altra carta “per accrescere le chance di successo”.  Insieme agli altri partner coinvolti nel Progetto Adere, starebbero infatti pensando – scrive F-Press“a definire una griglia di requisiti che consentiranno ad altre Regioni di replicare la sperimentazione sul proprio territorio”.

Un tale allargamento, prosegue il giornale, “secondo alcune fonti, dovrebbe accrescere l’interesse dei governatori perché il Progetto Adere parta già da quest’anno”. In un incontro che avrà luogo oggi a Roma tra i principali partner del progetto, “le due Federazioni dovrebbero mettere a punto contenuti e proposte da portare alle Regioni, poi toccherà agli assessori alla Salute decidere”.

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