Farmaci falsi, serve più informazione:  l’iniziativa di Roma rilancia l’impegno

Farmaci falsi, serve più informazione: l’iniziativa di Roma rilancia l’impegno

Roma, 12 aprile – Dal convegno Falsi da morire, dedicato ai crimini farmaceutici e svoltosi ieri a Roma per iniziativa dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, alla fine scaturiscono due notizie, una buona e una cattiva. La cattiva è che la contraffazione e la vendita di farmaci falsi e illegali via internet, da fenomeno in via di apparizione, si è ormai strutturata in un vero e proprio business criminale con una ricchissima vena di sfumature, nel quale – accanto a una pletora di siti realizzati in modo così grossolano da risultare a colpo d’occhio fuori legge – operano anche negozi illegali bravissimi a esibire  le sembianze  di farmacie “serie” e autorizzate alla vendita on line, riuscendo così a ingannare  il popolo sempre più numeroso di internauti che acquistano farmaci sul web.

La buona notizia è che il fenomeno, ai suoi esordi piuttosto sottovalutato, è oggi nel mirino di tutte le autorità e le forze di polizia del mondo, bersaglio di strategie di contrasto efficaci e sempre più condivise a livello internazionale, a tutela della salute dei consumatori. Strategie che  – questo è il corollario della buona notizia – vedono attivamente coinvolti anche tutti gli attori della filiera del farmaco: industria, distribuzione intermedia e farmacie e farmacisti, tutti perfettamente consapevoli della necessità di fare fronte comune di un impegno determinato e necessariamente quotidiano contro un’insidia che – oltre agli incalcolabili danni che è in grado di produrre in termini di vite umane e di danni alla salute collettiva – si traduce anche in pesanti conseguenze per l’economia del sistema farmaceutico.

 

Croce: “Crimini farmaceutici, se ne parla poco,

la prima urgenza è informare e sensibilizzare”

Tra la cattiva e la buona notizia, ovviamente, c’è un mondo intero, quello appunto dei crimini farmaceutici, sul quale il convegno di ieri – nato da un estemporaneo scambio di idee tra il presidente dell’Ordine dei Farmacisti Emilio Croce, il direttore generale di Aifa Mario Melazzini e il comandante generale dei Carabinieri per la Tutela della salute Adelmo Lusi in occasione dell’inaugurazione alla Sapienza del corso Ecm 2018 – ha cercato di accendere un riflettore.

“L’idea di un’iniziativa contro i crimini farmaceutici è nata dalla constatazione che il fenomeno non è percepito in tutta la sua pericolosità dall’opinione pubblica” ha detto Croce aprendo i lavori “situazione che porta a una moltiplicazione del rischio, anche perché il fenomeno sta pericolosamente evolvendo e ormai  l’offerta illegale di farmaci sul web non si ferma al Viagra ma interessa anche farmaci molto importanti e molto costosi, come ad esempio gli antitumorali di ultima generazione. Da qui l’idea di fare qualcosa. Potendo contare fin da subito sul supporto di Aifa e dei Nas, -l’Ordine ha pensato subito a un progetto sul terreno strategico della sensibilizzazione dei cittadini. Un fenomeno come quello del crimine farmaceutico non può infatti continuare a restare nella penombra della sotto-comunicazione, ma deve essere continuamente sotto la luce dei riflettori”.

Due le strade imboccate dall’Ordine per perseguire l’obiettivo: “La prima è quella di intervenire sul terreno della formazione e dell’aggiornamento” ha spiegato Croce. “Stiamo approntando corsi accreditati, residenziali e Fad, che inseriremo nel nostro programma Ecm fin dal mese prossimo, finalizzati proprio a sviluppare la conoscenza del fenomeno dei crimini farmaceutici e ad aiutare i farmacisti a comunicare con efficacia ai cittadini i relativi rischi”. L’altra iniziativa è la realizzazione di un opuscolo informativo destinato agli utenti. “Lo abbiamo realizzato con la collaborazione e la supervisione dell’Ufficio Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico dell’Aifa” ha aggiunto il presidente dell’Ordine “e grazie alla collaborazione di Federfarma Lazio e di Farmacap lo  distribuiremo in 200 mila copie,nelle farmacie di Roma e della Regione”.   

 

D’Amato: “Più informazione. anche per ricostruire

Il rapporto di fiducia tra scienza, sanità e cittadini”

Un’impostazione che ha convinto anche la Regione Lazio, che ha subito concesso il suo patrocinio all’iniziativa, rilanciando l’opuscolo dell’Ordine di roma suol suo sito istituzionale.  “Un riconoscimento doveroso per un progetto meritorio che va nella direzione della difesa della tutela della salute dei cittadini, con i quali il mondo della sanità e della scienza deve ricostruire un rapporto di fiducia” ha detto al riguardo Alessio D’Amato, assessore regionale alla Sanità. “L’opuscolo realizzato dall’Ordine, finalizzato a informare e sensibilizzare i cittadini contro i gravi rischi ai quali espone l’acquisto di farmaci da canali non certificati, va proprio in questa direzione e la Regione non può dunque che sostenerlo, anche perché – insieme alla salute – tutela l’attività e l’economia di chi opera legittimamente nel mercato del farmaco, a partire dalle industrie. E il Lazio, non va dimenticato, è il secondo polo farmaceutico nazionale anche per l’export, una realtà la cui competitività va tutelata contrastando ogni eventuale ostacolo e criticità, tra i quali rientra certamente il counterfeiting farmaceutico e il traffico illecito di medicinali”.

Anche il DG dell’Aifa Melazzini ha espresso l’apprezzamento dell’Agenzia regolatoria italiana, ormai da anni riconosciuto capofila europeo nelle attività di contrasto al crimine farmaceutico. “L’iniziativa dell’Ordine di Roma merita un grande applauso, anche perché va nella direzione che Aifa indica da tempo” ha affermato Melazzini “che è quella di fare sistema, istituzioni, agenzie, forze di polizia e operatori del settore, per contrastare un problema che come Agenzia regolatoria sentiamo molto. L’acquisto di farmaci sul web da siti che in larghissima prevalenza non sono certificati e operano nell’illegalità è infatti veramente deleterio e rappresenta un serio problema di salute pubblica, che deve mobilitare l’impegno ordinato ma anche coordinato di tutti”.

 

Di Giorgio: “Vendita illegale di farmaci, ora i siti

puntano sull’illusione della vendita in sicurezza”

A tracciare lo scenario del problema al folto pubblico di partecipanti  (altro dato molto confortante) che ha affollato il Nobile Collegio nonostante la problematica collocazione oraria del convegno, sono stati gli interventi puntuali ed esaustivi di Domenico Di Giorgio, direttore dell’Ufficio qualità dei prodotti e contrasto al crimine farmaceutico dell’Aifa, del comandante del Reparto operativo dei Carabinieri per la Tutela della salute, col. Andrea Zapparoli, del rappresentante taliano all’interno del Pharmaceutical Security Institute Franco Fantozzi e dell’economista expert di Altroconsumo Laura Filippucci. Quattro protagonisti, prima e più ancora che quattro esperti, del contrasto al crimine farmaceutico-

Di Giorgio ha riproposto storia e dinamica del fenomeno, con particolare riguardo al commercio illegale di farmaci su internet,  che nei Paesi industrializzati, dove esiste una ben definita regolamentazione del settore farmaceutico, riguarda soprattutto le life-style saving drugs (ovvero i farmaci per usi non terapeutici e i farmaci legati all’affermarsi di determinati modelli sociali), ma comincia a estendersi – complice la crescente propensione agli acquisti on line – anche ad altre categorie di farmaci, anche molto importanti e costosi.

Di Giorgio, però, ha voluto sottolineare, in particolare, come stiano cambiando le modalità operative dei criminali che speculano sul commercio illegale dei farmaci: “Nell’ultimo biennio è piuttosto evidente una virata nell’offerta via internet di farmaci” ha spiegato il dirigente dell’Aifa. “Il tentativo piuttosto evidente è quello di rafforzare nei potenziali acquirenti l’illusione di rivolgersi a siti sicuri, configurandoli appunto come farmacie ‘professionali’ in possesso di tutti i requisiti di garanzia. Un cambio di registro che ovviamente rende ancora più pericoloso il business della vendita   illegale di farmaci e che inevitabilmente deve spingere le iniziative di contrasto a investire sul versante dell’informazione e della comunicazione del rischio, oltre che sulle iniziative di contrasto e repressione”.

 

Zapparoli (Nas): “Il contrasto?  Bisogna

Aiutarlo anche aumentando le segnalazioni“

Versante, quest’ultimo, del quale ha parlato con efficacia il col. Zapparoli,  riferendo dell’intensa attività che si registra al riguardo a livello nazionale e (necessariamente) internazionale, con iniziative che oltre ai Nas, impegnati sulla front line del contrasto con un’intensa attività investigativa che si spinge fin dentro i labirintici meandri del dark web,   coinvolgono tutti  gli organismi istituzionali, dal ministero all’Aifa, fino alle forze di polizia internazionali e all’Agenzia delle Dogane. Quanto realizzato in Italia, peraltro, è stato materiale di riflessione e di discussione, nel novembre scorso, al G7 dei ministri della salute, a margine del quale si tenne un convegno dedicato appunto alle strategie di contrasto alla contraffazione farmaceutica, organizzato dal nostro ministero della Salute e dai Comandi generale dell’Arma e dei Carabinieri per la Tutela della Salute.

In quell’occasione, vennero focalizzate le linee d’azione comuni che Zapparoli ha ricordato anche ieri, tra le quali la previsione di specifici controlli nel settore, l’incremento della collaborazione internazionale, la promozione di partenariati tra gli stakeholders e l’adozione di sanzioni che abbiano un effetto deterrente.

“Una linea che in Italia seguiamo già da tempo” ha affermato Zapparoli “con risultati importanti,  grazie anche a un’operatività molto orientata al risultato. Quella contro i crimini farmaceutici è in buona sostanza una sorta di riedizione della guerra di sempre tra le guardie e i ladri, dove  c’è una variabile, il tempo, che gioca purtroppo a sfavore delle guardie” ha detto Zapparoli, riferendosi alla variabilità, alla creatività e anche alla velocità con la quale si muovono contraffattori e operatori del mercato illegale. Da qui la necessità di una condivisione in tempo reale delle informazioni. “A noi capita di ricevere e/o comunicare e segnalare  qualcosa che non va anche via What’s app” ha rivelato il comandante del Reparto operativo dei Nas, che ha concluso il suo intervento  con una raccomandazione cruciale, facendo capire che quella contro il crimine farmaceutico non è una battaglia per eroi solitari: “L’iniziativa dell’Ordine di Roma è particolarmente apprezzabile perché assunta in una logica di sistema e di cooperazione” ha affermato Zapparoli. “I Nas, così come il ministero e Aifa, fanno indubbiamente molto ma ovviamente non possono fare tutto, serve che ogni soggetto interessato ci metta concretamente del suo e faccia la sua parte. Anche, ad esempio, segnalando immediatamente alle autorità eventuali situazioni sospette o critiche, delle quali chi sta sulla front line della sanità, come i farmacisti, viene quasi inevitabilmente a conoscenza”.

 

Fantozzi (Psi): “Condividere informazioni, via obbligata

per combattere e sconfiggere i fenomeni criminali”

Il tema della condivisione delle informazioni è tornato negli interventi di Fantozzi, che ha evidenziato come per le aziende del farmaco, e in particolare per chi al loro interno si occupi di security, questo sia uno dei  punti  cruciali per combattere con efficacia i fenomeni criminali in ambito farmaceutico.

“La centralità dello scambio di informazioni tra aziende, istituzioni e operatori di settore a livello internazionale è fondamentale per porre in essere iniziative di contrasto in tempi rapidi e con la necessaria efficacia” ha affermato Fantozzi, riferendo del numero dei casi di  traffici illegali registrati dalle industrie che da vent’anni si occupano del problema attraverso il Pharmaceutical security institute.  “Nel 2016 abbiamo registrato ben 3147casi, con un incremento rispetto agli anni precedenti e, anche se stiamo ancora elaborando i dati, posso dire che sìè stato un ulteriore incremento del 5% nel 2017”.

A conferma, se mai ve ne fosse stato bisogno, che il crimine (anche quello farmaceutico) non dorme davvero mai.

 

Filippucci (Altroconsumo): “Lavorare per aumentare

consapevolezza dei consumatori, farmacisti cruciali”

Una consapevolezza dalla quale ha preso le mosse anche Laura Filippucci, economista expert di Altroconsumo, una delle più consolidate associazioni di difesa dei consumatori del nostro Paese, da anni impegnata in inchieste anche nel settore della sanità e dei farmaci e coinvolta attivamente nell’iniziativa dell’Ordine di Roma.

Passando in rassegna il problema, visto ovviamente dal punto di vista dei consumatori,  anche Filippucci si è inevitabilmente soffermata  sulla necessità di un maggiore impegno nelle attività di informazione e sensibilizzazione dei  cittadini.

“I rischi del commercio illegale di farmaci sono evidenti, così come è evidente che l’evoluzione delle abitudini di acquisto, con un aumento della propensione e del numero dei cittadini ad acquistare on line, espone inevitabilmente a una crescita del pericolo di imbattersi in situazioni potenzialmente gravi in termini di conseguenze per la salute” ha detto Filippucci, ricordando come un’indagine svolta da Altroconsumo già nel 2011, in collaborazione con l’università di Brescia, aveva consentito di rilevare la pericolosità del fenomeno. Anche per Filippucci, l’ambito  primario di intervento non può essere che quello di lavorare in direzione di una maggiore informazione e sensibilizzazione dei consumatori. “L’iniziativa dell’Ordine di Roma ci convince e siamo onorati di parteciparvi proprio perché va in questa direzione” ha detto Filippucci “e ritengo che l’asse di collaborazione tra consumatori e farmacisti debba essere rafforzato, perché le farmacie sono presidi sanitari di comunità cruciali, a nostro giudizio, anche nella protezione e tutela dei cittadini”.

 

Dalla filiera, un fronte di impegno comune

Agli interventi di scenario sono seguiti i contributi delle sigle di settore, che hanno avuto modo di esprimere le proprie posizioni e linee d’azione su un fenomeno che, contrariamente ad altri, registra una piena unità di intenti dell’intera filiera, nella consapevolezza che il crimine farmaceutico è un nemico che essere combattuto soltanto facendo fronte comune. Posizione sostanzialmente condivisa da tutti gli interventi, a partire da quello del presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, che ha voluto intanto rimarcare la distinzione tra la filiera legale e “tracciata” del farmaco – dove i crimini farmaceutici sono un fenomeno praticamente nullo – e il mondo del web. “È preoccupante che, come emerso da un’indagine sui cittadini svolta qualche tempo fa per conto dell’Aifa, il 40%  dei cittadini si dichiara disponibile ad acquistare farmaci on line” ha detto Scaccabarozzi “dal momento che è proprio su internet che si muove praticamente per intero il traffico illegale di farmaci. Si tratta di un fenomeno da valutare con grande attenzione e che ha il suo punto di caduta nell’informazione, che ha proprio nei farmacisti la sua front line. Per questo l’iniziativa dell’Ordine di Roma, alla quale Farmindustria ha subito aderito con convinzione,  è importante, anche come segnale di strada da seguire”.

Concetti ribaditi con sfumature diverse ma sostanzialmente sovrapponibili anche dal direttore generale di Assogenerici Michele Uda, dal commissario di Farmacap Angelo Stefanori, intervenuto in rappresentanza di Assofarm, dal direttore generale di Adf Walter Farris e dai presidenti di Federfarma Lazio e di Federfarma Servizi Osvaldo Moltedo e Antonello Mirone.

“Il problema al centro dell’iniziativa del nostro ordine professionale va affrontato con molta serietà, attenzione e determinazione” ha detto Moltedo “partendo da un dato di fatto: l’accesso al farmaco in Italia è assicurato dalle farmacie aperte al pubblico, dove operano professionisti abilitati dallo Stato e soggetti a una catena di controlli che parte dal ministero della Salute e poi coinvolge una pletora di soggetti, dai Nas fino alle Asl, passando per  la Guardia di Finanza e , per quanto possa far sorridere, anche dalla Guardia Forestale, almeno in certe situazioni. Parliamo, insomma, di un presidio di salute pubblica che offre ampie garanzie di sicurezza e di tutela per l’accesso ai famaci dei cittadini”.

“Per questo” ha chiuso il suo intervento il segretario nazionale di Federfarma “il sindacato regionale dei titolari del Lazio ha voluto assicurare la sua fattiva partecipazione alla campagna di informazione e prevenzione dell’Ordine professionale e si preoccuperà della distribuzione nelle farmacie di comunità di Roma prima e del Lazio poi dell’opuscolo informativo presentato oggi. Ma non solo: un’iniziativa di questo genere merita una diffusione più ampia e ritengo che meriti l’attenzione e l’impegno del sindacato nazionale”.

Un’apertura ripresa e rilanciata dal presidente di Federfarma Servizi, protagonista, a maggio dello scorso anno, di un’iniziativa contro i fenomeni criminali in ambito farmaceutico.  “Già nel nostro convegno di un anno fa avevano rappresentato la necessità di un contributo dei farmacisti per far crescere il senso critico dei cittadini sui rischi legati all’acquisto di farmaci su siti illegali” ha detto  Mirone “per ricordare  a tutti che il canale farmacia è l’unico a dare le garanzie e la sicurezza indispensabili quando in gioco ci sono prodotti che, come i farmaci, sono destinati a ripristinare e/o mantenere la salute. L’Ordine di Roma ha meritoriamente rilanciato, realizzando un validissimo prodotto di comunicazione da distribuire in farmacia ai cittadini. Un’iniziativa che merita certamente di essere riproposta a livello nazionale: in questo senso, Federfarma Servizi si affianca senza esitazione all’impegno annunciato dal segretario nazionale di Federfarma Moltedo  

 

Informare per prevenire, l’opuscolo destinato

al pubblico da distribuire nelle farmacie

A illustrare i contenuti dell’opuscolo informativo che sarà distribuito nelle farmacie, realizzato dall’Ordine partendo dallo slogan (ma soprattutto dai criteri) delle campagne Fakeshare, è stato  ancora Di Giorgio: “Comunicare il rischio derivante dai crimini farmaceutici come la vendita di farmaci falsi su internet è meno semplice di quanto possa sembrare” ha affermato il dirigente dell’Aifa. “I profili da considerare sono infatti molti e  non possono prescindere da analisi, valutazioni ed elaborazioni che coinvolgono molte competenze di diversa natura – scientifica, normativa, regolatoria, comunicazionale. Tutti ambiti che Fakeshare, nell’elaborazione delle sue campagne, ha opportunamente considerato, integrandoli con rilevazioni e analisi condotte “sul campo”, ovvero sulle percezioni, i bisogni e le opinioni dei cittadini che si rivolgono a nternet per l’acquisto di farmaci”.

“L’Ordine dei Farmacisti di Roma, nel concepire il suo leaflet destinato all’informazione dei cittadini che entrano in farmacia, si è mosso  con efficacia sulla stessa falsariga, realizzando un prodotto di comunicazione che informa senza toni apodittici né slogan terroristici. Che è esattamente quello che serve: la strada  per contrastare il mercato dei farmaci falsi e illegali è quella di sensibilizzare i cittadini per aumentarne la consapevolezza e le capacità di autotutela, rappresentando rischi dai quali debbono scegliere e decidere di difendersi”.

“Il problema, insomma“ ha concluso Di Giorgio “è quello di ridurre le asimmetrie che nascono dalla mancata o insufficiente conoscenza dei rischi per sollecitare la proattività del cittadino come esemplifica lo slogan della campagna Fakeshare che la meritoria campagna dell’Ordine di Roma, meritoriamente e intelligentemente, riprende e declina in un efficace prodotto di informazione: Farmaci falsi e illegali, ne sai abbastanza per non correre rischi?”

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