ANTEPRIMA – Sperimentazione farmacia dei servizi, la Toscana resta fuori

ANTEPRIMA – Sperimentazione farmacia dei servizi, la Toscana resta fuori

ANTEPRIMA – Roma, 16 aprile –  Il ministero della Salute ha trasmesso lo scorso 5 aprile la nuova versione dello schema di decreto che, ai sensi della Legge di bilancio 2018, è finalizzato a individuare le nove Regioni nelle quali andrà avviata la sperimentazione per la remunerazione dei nuovi servizi e delle funzioni assistenziali erogati dalle farmacie nel triennio 2018-20 con oneri a carico del Servizio sanitario nazionale

La prima versione del decreto (pubblicata in anteprima dal nostro giornale il 5 marzo scorso) era stata oggetto di un supplemento di valutazione da parte del ministero della Salute, che – a fronte dei rumors seguiti alla scelta delle nove Regioni della sperimentazione, e in particolare all’assenza tra queste della Toscana – ha ritenuto opportuno acquisire, nell’ambito di incontri informali con la Federfarma, il sindacato nazionale dei titolari di farmacia, elementi conoscitivi in ordine alle Regioni che si trovano già nella posizione di aver avviato iniziative per la sperimentazione.

È appunto il caso della Regione presieduta da Enrico Rossi, che con la Asl Toscana Sud Est, diretta da Enrico Desideri ha già avviato Adere, un progetto di pharmaceutical care (con la partecipazione di Assofarm, Federfarma e Fofi)  finalizzato all’aderenza terapeutica. E proprio al fine di sostenere la causa di un “ripescaggio” della Toscana nel novero delle Regioni ammesse alla sperimentazione, Federfarma e Fofi avevano chiesto e ottenuto un incontro con la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni.

Anche sul presupposto che “introdurre in via amministrativa ulteriori requisiti per individuare le Regioni in cui avviare la sperimentazione in esame avrebber pootuto non solo pregiduciare il mandato normativo” spiega una nota dell’Ufficio di gabinetto del ministero della Salute “ma addirittura mutare l’indicazione data dal Legislatore che, si ribadiscem prescrive la necessaria rappresentatività delle aree geografiche del nord, del centro e del sud”,  le modifiche alla prima versione dello schema di decreto si sono limitate a un’aggiunta, all’art. 2, di una specificazione relativa al monitoraggio della sperimentazione, che dovrà non solo verificare “le modalità organizzative” ma anche “le ricadute in termini sanitari ed economici” al fine dell’eventuale estensione della farmacia dei servizi sull’intero territorio nazionale.

Non cambia nulla, invece, nell’individuazione delle nove Regioni (art. 1 del i decreto), che restano Piemonte, Lazio e Puglia per gli anni 2018, 2019 e 2020; Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia per gli anni 2019 e 2020; Veneto, Umbria e Campania per l’anno 2020.

Lo schema di decreto, già trasmesso dal dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri alla Conferenza delle Regioni e delle province autonome, dovrebbe essere all’ordine del giorno della prossima seduta, in calendario giovedì prossimo 19 aprile.

Nella stessa occasione dovrebbe essere discusso anche lo schema di decreto, anch’esso predisposto dal  ministero della Salute d’intesa con il Mef, concernente l’approvazione del nuovo statuto dell’Agenzia regionale per i servizi sanitari (Agenas).

 

• Nuova versione schema di decreto su sperimentazione farmacia dei servizi

 

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