Aiipa replica a Gimbe: “Gli integratori? Sono alimenti, non farmaci, e sono sicuri”

Aiipa replica a Gimbe: “Gli integratori? Sono alimenti, non farmaci, e sono sicuri”

Roma, 23 aprile – È una replica tutta giocata in difesa quella che l’Aiipa, l’Associazione italiana industrie prodotti alimentari che rappresenta il settore degli integratori alimentari in Confindustria, ha opposto al position paper Alimenti, diete e integratori: la scienza della nutrizione tra miti, presunzioni ed evidenze diffuso la scorsa settimana dalla Fondazione Gimbe.

Il documento, predisposto con l’obiettivo di identificare le criticità della scienza della nutrizione, sintetizzare le migliori evidenze scientifiche su diete, cibi e integratori e individuare le sfide future per la scienza della nutrizione, per migliorare sia la comunicazione pubblica, che la qualità e l’integrità della ricerca. Il position paper  non risparmiava critiche a quella specie di Far West che sembra essere diventato nel tempo il settore degli integratori alimentari, dove secondo Gimbe le credenze prevalgono sulle evidenze  e dove “la scarsa qualità della ricerca, miti e presunzioni senza basi scientifiche ed enormi interessi economici alimentano la disinformazione e favoriscono il proliferare di fake news”.

“Innanzitutto va sottolineato che gli integratori alimentari sono alimenti, destinati ad integrare la normale alimentazione e contribuire al benessere dell’organismo” risponde l’Aiipa, evidenziando che – in quanto alimenti – gli integratori devono essere sicuri per definizione, non è previsto alcun rapporto rischio-beneficio come per i farmaci e la sicurezza è un prerequisito non discutibile o derogabile in alcun modo.
Gli integratori non possono quindi in alcun modo fare riferimento a proprietà di prevenzione, trattamento o cura di malattie, ma solo ad effetti di natura nutritiva o fisiologica.
Per quanto riguarda gli effetti, osserva ancora l’Aiipa, esiste da anni una normativa europea rappresentata dal Regolamento (CE) 1924/2006 sui claims che ha sottoposto a valutazione da parte di Efsa e ad autorizzazione le indicazioni sulla salute attualmente utilizzabili. Per le sostanze non ancora valutate a livello europeo, come ad esempio piante ed estratti, il ministero della Salute ha normato l’utilizzo e le indicazioni.
La sicurezza degli integratori è garantita dai sistemi di controllo e di vigilanza previsti dalla legislazione alimentare europea e nazionale, tra i quali il Sistema di allerta rapido europeo (Rasff), i quali hanno garantito a oggi sicurezza e lo sviluppo di un mercato che, per i livelli di consumi raggiunti, non può che essere valutato positivamente in questi termini.

In Italia, in modo ancora più rilevante rispetto ad altri Paesi dell’Unione Europea, il ministero della Salute ha operato con strumenti di garanzia aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalla normativa europea, come l’autorizzazione degli stabilimenti italiani, la notifica dei prodotti e l’istituzione di un Registro dei prodotti notificati, presente on line sul portale dello stesso ministero, consultabile da tutti, consumatori e addetti ai lavori.
Gli integratori, ribadisce l’Aiipa, non possono in alcun modo sostituire una dieta sana ed equilibrata, ma il loro uso può essere utile in particolari momenti della vita, come ad esempio la gravidanza e la menopausa, o nel supportare le funzioni fisiologiche del nostro organismo al fine di mantenere un buono stato di salute.

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