Liberi farmacisti: “Quella dell’Enpaf è una riforma possibile”

Liberi farmacisti: “Quella dell’Enpaf è una riforma possibile”

Roma, 24 aprile – “Andare verso una contribuzione retributiva bilanciata, legata per una parte a una quota fissa e per l’altra a reddito”. Questa l’indicazione che Vincenzo Devito (nella foto) e e Agnese Antonaci, presidente e vicepresidente di Mnlf, il Movimento nazionale liberi farmacisti, hanno voluto ribadire in occasione dell’incontro plenario di tutte le sigle di categoria che l’Enpaf ha convocato ieri a Roma nell’ambito del confronto  sul riordino della previdenza di categoria.
Nel corso del loro intervento, i rappresentanti di Mnlf e di Culpi, la Confederazione unitaria libere parafarmacie italiane, hanno anche confermato la richiesta di “slegare” l’iscrizione all’Ente da quella all’Ordine provinciale.
Durante i lavori, Devito ha poi presentato una  proposta finalizzata a sostenere i colleghi disoccupati, che prevede su base volontaria e limitata nel tempo una contribuzione straordinaria da parte dei farmacisti in pensione tra il 6 e l’8% del loro vitalizio Enpaf da utilizzare per programmi di sostegno al reddito.
La proposta, che secondo quanto riferisce un comunicato del Mnlf diffuso nella mattinata di oggi ha suscitato vivo interesse tra gli astanti, è particolarmente indirizzata ai colleghi pensionati che hanno goduto in passato di condizioni favorevoli al momento della pensione.

È stata anche ribadita la volontà di rivedere la contribuzione dello 0,90%, ma in maniera graduale e alla presenza di un disegno organico di riforma, precisando che il tema dello 0,90% non è il punto centrale dell’eventuale progetto riformatore, ma solo uno dei punti. Mnlf e Culpi hanno infine  confermato la disponibilità a lavorare con in vertici dell’Enpaf “per individuare un disegno che coniughi solidarietà e sostenibilità dei conti al fine di aggiornare il sistema pensionistico di categoria alle nuove necessità dei farmacisti italiani”.

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