Martini sulla farmacia dei servizi: “Sperimentazione possibile da subito”

Martini sulla farmacia dei servizi: “Sperimentazione possibile da subito”

Roma, 24 aprile – Cosa succederà alla sperimentazione della farmacia dei servizi prevista dalla Legge di bilancio 2018, dopo il parere espresso qualche giorno fa dalle Regioni sullo schema di decreto del ministero della Salute per dare attuazione alla norma?

La domanda è inevitabilmente rimbalzata all’interno dei convegni di Cosmofarma, a Bologna, dove la farmacia dei servizi è stata inevitabilmente uno dei must dei temi congressuali. E le risposte, tutt’altro che univoche, attestano una spaccatura in due schieramenti opposti dell’opinione  di farmacisti e addeti ai lavori.

Da una parte  ci sono quelli che, per comodità espositiva, definiremo gli “apocalittici”, capeggiati dal presidente di Fodazione Gimbe Nino Cartabellotta. Che, nel suo intervento a Bologna (reiteraro da un comunicato stampa del quale abbiamo dato ampio conto ieri)  ha espresso il timore che la “mossa del cavallo”  giocata dalle Regioni con il loro parere che condiziona l’avvio della sperimentazione al coinvolgimento di tutte le Regioni, per quanto “politicamente desiderabile e socialmente equo, rischia di generare inaccettabili ritardi, se non di arenare, una sperimentazione che può dimostrare definitivamente il contributo della farmacia dei servizi alla sostenibilità del Ssn”.

Per Cartabellotta, “le Regioni non incluse nella sperimentazione possono sicuramente attingere alle risorse già assegnate sottraendole ad altri obiettivi di piano, ma è impossibile reperire ulteriori finanziamenti prima della Legge di bilancio 2019”, come invece sembra richiedere l’ultima delle condizioni espressa nel loro parere. “In ogni caso” ha osservato e concluso il presidente di Gimbe “bisognerebbe riscrivere per la terza volta lo schema di decreto ministeriale e aggiustare le norme in materia previste dalla Legge di bilancio 2018, che non rappresenta né un’urgenza per le funzioni dell’attuale esecutivo, né verosimilmente una priorità immediata per il nuovo Governo“.

Di ben altro avviso sono gli “integrati”, capeggiati da Nello Martini, direttore di Drugs&Health, che nel suo intervneto a Bologna (molto applaudito) ha proposto una lettura del tutto opposto: “Le Regioni possono partire fin da subito con la sperimentazione “ ha sostenuto Martini, precisando che non v’è alcuna necessità di nuovi provvedimenti legislativi, atteso che “i soldi sono loro e dunque possono utilizzarli come meglio credono”.

Un registro subito condiviso daFederfarma, per la quale la sperimentazione sulla farmacia dei servizi è vitale anche nella prospettiva del rinnovo dell’accordo convenzionale: dimostrare che l’adeguato coinvolgimento delle farmacie nella presa in carico e gestione delle cronicità su territorio può essere fonte di importanti risparmi in termini di spesa, permetterebbe infatti di giocare la partita in condizioni di miglior favore,  puntando anche a rimettere in gioco il tema della riforma della remunerazione.

Due tesi radicalmente opposte e tali da prefigurare scenari radicalmente diversi. Una sorta di “fermo biologico” della sperimentazione della farmacia dei servizi, nel caso abbia ragione Cartabellotta. O il suo avvio immediato (ancorché tardivo, se si pensa che la legge sulla farmacia dei servizi è del 2009…), nel caso l’interpretazione giusta sia quella di Martini, con la possibilità di sperimentare subito un terreno che è vitale per il futuro della farmacia e della professione farmaceutica.

Ma, tra le due letture antipodiche, qual è la più verosimile? Sarà anche pilatesco, ma al momento l’unica risposta che è possibile dare – anche alla luce delle molte variabili in gioco, prima tra tutte la perdurante crisi politica – è che con ogni probabilità lo scopriremo solo vivendo.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi