Campobasso, tirocini per farmacisti non abilitati, polemica tra Mnlf e Comune

Campobasso, tirocini per farmacisti non abilitati, polemica tra Mnlf e Comune

 

Roma, 14 maggio – Continua a far discutere la decisione con la quale il Comune di Campobasso, a inizio maggio, ha  deciso di attivare (con tanto di bando di concorso) due tirocini in due farmacie comunali per laureati in farmacia, con la singolare condizione che di non essere ancora abilitati all’esercizio della professione né ancora iscritti all’ordine professionale.

A protestare contro l’iniziativa era subito intervenuto il Movimento dei liberi farmacisti, evidenziando come l’iniziativa dell’amministrazione del capoluogo molisano sia del tutto contraria allo spirito e ai contenuti delle linee guida frutto dell’accordo stipulato in sede di conferenza Stato-Regioni nel maggio 2017, che escludono espressamente i tirocini o gli stage  per i “professionisti abilitati o qualificati all’esercizio di professioni regolamentate per attività tipiche ovvero riservate alla professione”.

Una indicazione fortemente voluta e sollecitata, tra gli altri, dall’Ordine dei Farmacisti di Roma, con una serie di iniziative partite con un grande convegno pubblico tenutosi nel giugno 2016 e poi culminate (grazie all’impegno della Regione Lazio) nell’accordo che, di fatto, sanciva l’inapplicabilità di istituti come i tirocini extracurriculari nella regolazione di rapporti di lavoro di farmacisti già laureati, abilitati e iscritti all’Ordine professionale.

In un suo comunicato, Mnlf ha definito il bando di Campobasso, ancorchè “perfettamente legale”, anche “perfettamente immorale”. “Alcune domande sorgono spontanee” osserva la sigla dei liberi farmacisti. La prima è perché mai un laureato in farmacia, che proprio per il conseguimento della laurea ha dovuto sostenere un tirocinio obbligatorio presso una farmacia di 6 mesi, debba avere necessità di altro tirocinio dopo la laurea. La seconda si interroga invece su “quali mansioni il tirocinante potrà svolgere nelle due farmacie comunali non essendo ancora abilitato ed iscritto all’ordine e non potendo di conseguenza dispensare alcuna ricetta medica o svolgere alcuna funzione in autonomia tipiche della sua professione?”

“Il sospetto” è la risposta di Mnlf “è che il Comune di Campobasso con questo escamotage voglia trovare facilmente e a costo zero (indennità di partecipazione di 500 euro/mese pagata dalla Regione) manodopera specializzata senza procedere al normale iter delle assunzioni”.

La sigla dei farmacisti critica quindi con molta durezza la scelta del Comune di Campobasso, ritenendo  che “tale comportamento non solo è moralmente sbagliato ma eticamente da condannare,  invitando l’amministrazione della città “a ritirare il suddetto bando” e gli organismi di categoria ad attivarsi al riguardo. In particolare, Mnlf chiede all’Ordine provinciale e alle autorità ispettive “la massima vigilanza, con particolare riferimento all’attività di spedizione dei farmaci dei tirocinanti non abilitati”, mentre la Fofi viene sollecitata a prendere “una posizione netta e contraria a tali pratiche tendenti ad aggirare l’accordo Stato/Regioni in oggetto”.

Alle critiche dei liberi farmacisti, però, hanno ritenuto di dover subito rispondere gli amministratori di Campobasso, che, per bocca dell’assessore alle Finanze Massimo Sabusco (nella foto),  hanno  protestato la piena legittimità del bando e le sue intenzioni più che virtuose, esplicitate già nella delibera di giunta che ha disposto il  bando pubblico per la selezione di due in laureati Farmacia o Ctf per tirocini extracurriculari da svolgersi presso le farmacie comunali. Dove si può leggere che  le  motivazioni della scelta sono quelle di “favorire l’arricchimento del bagaglio di conoscenze e l’acquisizione di competenze professionali, nonché agevolare l’occupabilità dei giovani nel percorso di transizione tra scuola e lavoro”.

“Parliamo quindi di un’opportunità per i neo-laureati che potranno acquisire esperienze dirette sul campo arricchendo il proprio curriculum professionale e non una opportunità per il Comune di fronteggiare la carenza di personale” ha precisato l’assessore Sabusco, aggiungendo che “per la realizzazione dei predetti tirocini il Comune, credendo nell’iniziativa, ha impegnato proprie risorse,  e non risorse regionali, sia per il pagamento dell’indennità di partecipazione per un importo complessivo pari a 6.000 euro in favore dei due tirocinanti sia per le spese di assicurazione”.
Ma per Mnlf la toppa è del tutto inadeguata per coprire il buco: se davvero l’obiettivo degli amministratori del capoluogo molisano è quello di  fornire un’opportunità ai giovani, il metodo più semplice è quello di “accreditare le due farmacie presso il polo universitario più vicino con facoltà di Farmacia e ospitare tirocinanti ‘veri’, ovvero studenti prossimi alla laurea che debbono svolgere il periodo di formazione ‘sul campo’, perché obbligatorio e propedeutico proprio ad ottenere la laurea”.

Ma, annota Mnlf, “così non è stato, e tutti i dubbi sull’operazione rimangono. Per questo motivo riteniamo necessario rinnovare l’invito già rivolto al Comune affinché ritiri il bando, in quanto incomprensibile nelle motivazioni di far svolgere un tirocinio a laureati in Farmacia non abilitati e iscritti all’Ordine provinciale di competenza”.

Con l’occasione, Mnlf rinnova anche l’invito alle Asl competenti e all’Ordine provinciale dei farmacisti di esercitare la massima vigilanza “affinché i candidati prescelti non violino la legge dispensando farmaci ove questo è impedito proprio a laureati in farmacia che non siano abilitati e iscritti all’Ordine».

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