Farmaci nelle aree di crisi, firmato accordo tra Banco Farmaceutico e Stato Maggiore Difesa

Farmaci nelle aree di crisi, firmato accordo tra Banco Farmaceutico e Stato Maggiore Difesa

Roma, 14 maggio – Il Comando operativo di vertice interforze (Coi), l’Ordinariato Militare e la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus lavoreranno insieme per portare, nelle aree di crisi dove operano le Forze Armate italiane, farmaci per le fasce indigenti delle popolazioni locali.
Ne dà notizia una nota dello stesso Banco Farmaceutico, riferendo della ratifica dell’accordo, avvenuta a Roma il  10 maggio scorso, nella sede  dell’aeroporto militare di Centocelle “Francesco Baracca”, sede del Coi,  alla presenza dell’ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone, comandante del Coi, di S.E. monsignor Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, e di Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico (nella foto).
L’accordo è nato dalla consapevolezza che la povertà sanitaria è una piaga che affligge tutti i Paesi, ma è soprattutto, in quelle zone del mondo martoriate da guerre e crisi, un’emergenza gravissima, di cui i nostri militari sono, sempre più spesso, impotenti testimoni.
Da qui la decisione di avviare una collaborazione con finalità di supporto umanitario in campo sanitario a favore di persone in condizioni di svantaggio socio-economico nei teatri operativi: si tratta di un progetto per fornire gratuitamente farmaci alle popolazioni che vivono in condizione di povertà nelle aree di crisi dove le Forze Armate italiane operano quotidianamente per garantire la sicurezza.
Il Coi partecipa all’accordo con l’obiettivo di contribuire, nei teatri di crisi, al ripristino del sistema sanitario, quale servizio pubblico essenziale, impegnandosi, in particolare, a garantire il trasporto di questo materiale umanitario attraverso i vettori militari che garantiscono il collegamento con i nostri contingenti militari all’estero.
Una volta raggiunte le aree di crisi, i farmaci donati dalla Fondazione Banco Farmaceutico vengono distribuiti nell’ambito di specifiche attività di cooperazione civile-militare (Cimic), pianificate e sviluppate grazie anche al prezioso apporto dei cappellani militari al seguito dei contingenti.
Il Banco Farmaceutico, organizzazione non lucrativa di utilità sociale, si impegna invece a finanziare interamente, una volta approvati, i progetti presentati dai contingenti militari nei vari teatri operativi, raccogliendo – principalmente attraverso il sistema delle donazioni aziendali (sono ben 25 le aziende collaborano quotidianamente con Banco Farmaceutico, donando medicinali in eccedenza) – farmaci e presidi farmaceutici da distribuire gratuitamente alle popolazioni locali.
“Banco Farmaceutico è onorato di poter dare il proprio piccolo contribuito alle operazioni di peacekeeping delle Forze Armate italiane, la cui eccellenza in questo campo è riconosciuta a livello internazionale” ha dichiarato il presidente del banco Daniotti. Siamo convinti che il progetto, avviato per consegnare farmaci alle popolazioni più fragili dei teatri di crisi in cui l’Italia è presente, esprima al meglio la caratteristica capacità del nostro Paese di fare sistema, ovvero di mettere in relazione soggetti per loro natura anche molto diversi al servizio del bene comune”.
Per il comandante del Coi Cavo Dragone, l’accordo stipulato con Ordinariato Militare e Banco farmaceutico “permette di rendere più strutturata la collaborazione già iniziata in Afghanistan nel 2017 con la donazione di migliaia di medicinali e presidi sanitari a favore delle strutture sanitarie di Herat, garantendo così un intervento umanitario più efficace e aderente alle necessità locali. Ringrazio fin da ora l’Ordinario Militare e il presidente Daniotti per questo sforzo congiunto a totale beneficio delle popolazioni che vivono in condizioni di estremo disagio”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi