Liguria, Viale replica a Pd e M5S sui Pht in farmacia: “Migliorano la vita dei cittadini”

Liguria, Viale replica a Pd e M5S sui Pht in farmacia: “Migliorano la vita dei cittadini”

Roma, 14 maggio – Continuano le polemiche politiche, in Liguria, sulla sperimentazione della distribuzione anche in farmacia dei farmaci del Pht, ovvero del Prontuario ospedale-territorio, avviata dalla giunta presieduta da Giovanni Toti a seguito dell’accordo di giugno 2017 tra l’Azienda ligure sanitaria Alisa, l’Unione ligure delle Associazioni dei titolari di farmacia e Assofarm.

L’opposizione, in particolare i consiglieri di Pd e Movimento 5 Stelle, non perdono occasione per criticare la decisione, ritenendo (giusto per ricordare il rilievo più pesante e reiterato) che essa finisce per produrre costi inevitabilmente più alti per le casse regionali.

Ma, come già in altre occasioni, la vicepresidente della Regione, Sonia Viale (che ha anche la delega per la Sanità) risponde colpo su colpo: “Come sempre non ascoltano i cittadini e non si rendono conto di come abbiamo migliorato la vita alle persone e alle famiglie” spiega l’assessore (nella foto). “Ciò che per noi è centrale, ovvero il risparmio di tempo, chilometri, denaro, disagi alle famiglie, per gli esponenti dell’opposizione non ha alcun valore”.

 “Poter ritirare alcuni farmaci salvavita nella farmacia sotto casa” aggiunge Viale “invece che solo nelle farmacie ospedaliere, aperte poche ore alla settimana, ha un grande valore. Basta pensare al nostro entroterra. E questo valore aggiunto, soprattutto in termini di migliore qualità della vita per i nostri cittadini, produrrà anche un risparmio riducendo gli sprechi, grazie ad un migliore controllo della spesa farmaceutica, attraverso la tracciabilità, il monitoraggio informatizzato in tempo reale delle giacenze e la centralizzazione del magazzino”.

“Prima di esprimere giudizi affrettati soprattutto dal punto di vista economico” conclude la vicepresidente della Regione “sarebbe opportuno attendere almeno la fine della sperimentazione che ha comunque già determinato effetti positivi sul servizio”.

Tra marzo e aprile, il nuovo sistema ha consentito la distribuzione attraverso le farmacie territoriali di una media di 120mila confezioni al mese di farmaci classificati A-PHT, secondo un modello distributivo omogeneo in tutta la Regione e per tutte le Asl.

Sulle sortite polemiche dell’opposizione si era espressa qualche settimana fa sul nostro giornale anche la presidente di Federfarma Liguria, Elisabetta Borachia “L’accordo, con buona pace delle critiche dell’opposizione,  va incontro alle esigenze dei cittadini più fragili, affetti da patologie croniche o dimessi dall’ospedale, evitando in particolare a chi vive nelle località più disagiate del nostro entroterra di dover percorrere chilometri per reperire i farmaci presso le strutture sanitarie” aveva dichiarato Borachia, manifestando stupore e dispiacere per l’accanimento critico, in particolare, degli esponenti del Pd. “In questo modo viene garantito a tutti i pazienti che escono dall’ospedale, e non solo, un servizio di prossimità, grazie alla presenza capillare di quasi 600 farmacie sul territorio” .

Anche i rilievi di natura economica, secondo la rappresentate dei titolari, sono privi di fondatezza: la cornice dell’accordo, infatti, non solo non aumenta i costi, ma elimina gli sprechi, garantendo l’omogeneità delle tipologie di farmaci distribuiti e le modalità di erogazione degli stessi. “Un fattore decisivo che consentirà sempre cosa va a chi, eliminando ogni spreco”  aveva sostenuto al riguardo la presidente regionale del sindacato “e che permetterà di utilizzare meglio le risorse e dare un servizio efficiente, efficace, puntuale e tempestivo ai cittadini, guardando anche alla sostenibilità del sistema”.

“Comprendo che l’opposizione debba fare il suo ruolo, che è prezioso e di garanzia democratica, vigilando sul governo della Regione e incalzandolo, quando lo ritiene necessario, con i suoi rilievi e le sue critiche” aveva concluso  Borachia. “Dispiace però che alcuni esponenti del Pd, nella loro vis opponendi, puntino su obiettivi sbagliati: sparare ad alzo zero contro un accordo che si risolve in vantaggi per l’amministrazione e soprattutto per i cittadini rischia di essere una forma di autolesionismo politico e di far perdere ulteriori consensi, anche tra chi in farmacia lavora e non può che essere soddisfatto per un accordo che finalmente riconosce alle farmacie pubbliche e private il loro ruolo di presidi di salute integrati nel sistema sanitario regionale”.

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