Rossi (Toscana): “Def 2018, basta con i tagli, sanità ormai al collasso”

Rossi (Toscana): “Def 2018, basta con i tagli, sanità ormai al collasso”

Roma, 16 maggio – Mentre Lega e M5S cercano una via di uscita allo stallo nel quale sembrano essersi impantanate negli ultimi giorni le trattative per dare vita a quello che nella narrazione grillino-leghista sarà – sempre che veda la luce –  il primo governo di cambiamento nella storia della Repubblica,   arrivano allarmi preoccupati sulla tenuta del sistema sanitario, che dopo anni e anni di tagli continui, rischia di collassare.

“Siamo ormai vicinissimi al punto di rottura” ha sostenuto ieri il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (nella foto), facendo riferimento ai contenuti del Def, il Documento di Economia e Finanza, il cui esame è in corso presso le Commissioni speciali di Camera e Senato, e alle dichiarazioni rese in quella sede nel corso di un’audizione da Davide Caparini, assessore al bilancio della Regione Lombardia, in rappresentanza della Conferenza delle Regioni. Una denucnia chiara e pesante, quella dell’assessore lombardo, secondo il quale i Lea, i Livelli essenziali di assistenza, “non sono più adeguati a quelli di un Paese civile: dal 2018 al 2019 si passa dal 6,6% a 6,4% del Pil, cioè sotto la soglia del 6,5% definita dall’Ocse come livello minimo per garantire la tutela della salute”.

 “Come ha ricordato Caparini, la spesa sanitaria nel 2019 potrebbe scendere oltre il livello minimo per garantire la tutela della salute. In Italia si spendono 600 dollari in meno pro capite rispetto alla media europea” ha aggiunto Rossi. “Non è pensabile che la tenuta dei conti pubblici passi sempre dai tagli alla sanità, è inaccettabile”.

Un sistema come quello della sanità non si può tenere sempre al limite, altrimenti si rischia che si spezzi la corda” ha affermato ancora il presidente della Toscana.  “Oggi, a quarant’anni dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, è ora che si torni a investire, perché la sanità pubblica può essere un settore di traino per la crescita dell’intero Paese”.
“Senza dismettere la lotta agli sprechi e alle inefficienze, che anzi deve accentuarsi” ha quindi sostenuto Rossi “c’è bisogno di una fase di respiro che consenta di riprogrammare le attività, gli investimenti, le infrastrutture, le tecnologie, le assunzioni del personale, il capitolo decisivo delle specializzazioni, senza le quali rischiamo tra qualche anno di trovarci senza personale adeguatamente qualificato in determinati settori”.
Il governatore toscano  ha quindi affermato di ritenere “pericolosissime le tendenze di cui si parla sul welfare aziendale: i contratti che prevedono copertura sanitaria si fanno nelle grandi aziende, nelle imprese che vanno bene, mentre in Italia, come è noto, è pieno di disoccupati, di contratti precari e di piccole imprese. Il fatto che si facciano contratti che tolgono risorse al Ssn, rischia di creare due sanità” ha concluso Rossi. “A questo si aggiunge il ticket che, anche quando viene applicato solo alle categorie più ricche della popolazione, finisce per rendere i servizi privati competitivi con quelli pubblici; così come il superticket, che va abolito”.

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