Rossi (Toscana): “La sinistra deve  battersi per salvare e migliorare il Ssn”

Rossi (Toscana): “La sinistra deve battersi per salvare e migliorare il Ssn”

Roma, 25 maggio – L’appropriatezza della spesa farmaceutica pubblica può essere perseguita meglio, regolandola meglio e puntando sui farmaci equivalenti. È uno dei passaggi con i  quali il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (nella foto) ha sostanziato ieri quello che è sembrato essere un vero e proprio appello alle forze politiche di sinistra a battersi per migliorare il sistema sanitario nazionale che – ha detto il governatore toscano – “vogliamo universalistico, pubblico, sostanzialmente gratuito e pagato dalla fiscalità generale”.

Un appello, ma a un tempo anche una dichiarazione di principio che il presidente della Regione Toscana ha lanciato ieri nel corso della presentazione a Firenze del del libro La salute sostenibile. Perché  possiamo permetterci un servizio sanitario equo ed efficace, scritto da Marco Geddes da Filicaia per i tipi de Il Pensiero scientifico editore.

Rossi ha parlato della necessità per la sinistra di ridefinire il proprio pensiero e di anno zero per la sanità, iniziato con i tagli di Tremonti e Monti e giunto ormai d una spesa pro capite inferiore alla media europea.
“La Regione Toscana – ha spiegato – aveva introdotto i ticket per il solo 25% della popolazione, per i più  ricchi. È stato Monti a costringerci a metterlo anche sui redditi medio bassi al di sopra dei 36.000 euro. E con 11 milioni di italiani che hanno assicurazioni private significa che si è colpita l’universalità del sistema sanitario. Ma per la sinistra vale la pena di battersi per mantenere il sistema universalistico”.
Il governatore ha quindi fatto riferimento alla necessità di interventi per favorire l’ appropriatezza della spesa farmaceutica, “che può essere perseguita meglio nel pubblico”, alla necessità di regolare l’esercizio della libera professione dei medici, definita “un’anomalia tutta italiana”, della necessità di ascoltare i cittadini e di concedere il rinnovo del contratto ai medici che l’aspettano da sette anni.
“Dobbiamo il ruolo dei medici di famiglia” ha detto ancora Rossi. “Pagare bene chi lavora di più  e meglio e regolare la spesa farmaceutica puntando sui farmaci equivalenti. C’è poi la necessità di garantire i denti a tutti e di intervenire sulla disabilità, andando oltre il pronto badante. Lo si deve fare costituendo un fondo apposito per gli interventi a sostegno della disabilità, che deve avere un proprio specifico canale di finanziamento”.
Esprimendo apprezzamento per il libro di Geddes da Filicaia – che “ha il pregio di rivalutare il servizio pubblico, perché  i grandi sistemi pubblici si governano a partire da alcuni grandi valori di fondo”, Rossi ha concluso il suo intervento esprimendo il desiderio (ma anche la volontà) di fare sì che la Toscana riesca a fare  della sanità “un punto di qualità del suo governo, anche rispetto al quadro nazionale”.

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